Come si pronuncia Duchesne?

Una proposta

Posted in Uncategorized by federico baccomo "duchesne" on 26 novembre 2015

«Come sta?» dissi.
«Ho preparato una proposta da sottoporre al ministro della giustizia per punire una categoria di persone che mi dà fastidio in modo particolare.»
«Per esempio?»
«Per esempio quelli che, dopo aver nominato New York, se devono nominarla una seconda volta, dicono la Grande Mela. Per questi la pena dovrebbe essere l’ergastolo.»
«Accidenti!» dissi.
«Sì, ma non solo per questi. Anche per quelli che, dopo aver nominato il dollaro, se devono nominarlo una seconda volta, dicono il biglietto verde; o, se devono nominare l’oro una seconda volta, dicono il metallo giallo. E stessa pena per quelli che dopo il pallone, invece di ripetere il pallone dicono la sfera di cuoio. Ergastolo senza le solite riduzioni di pena» aggiunse. «E per quelli che prima dicono il papa – una paroletta breve che fa risparmiare tempo e fatica – e poi si buttano su Giovanni Paolo Secondo?»
«Ergastolo» dissi.
«Bravo. E per quelli che, dopo aver nominato Gelli, aggiungono sempre l’ex maestro venerabile della loggia P2?»
«Ergastolo come sopra» dissi.
«No, la fucilazione».
«Allora» dissi «andrebbero fucilati anche quelli che, a suo tempo, dopo aver nominato il generale Norriega, aggiungevano sempre l’uomo forte di Panama».
«Naturalmente» disse «e stessa pena per chi, a qualunque proposito, da qualunque pulpito, usa la parola millennio».
«Di questo» dissi «forse sarà più difficile persuadere il ministro».
«Non importa. Io faccio la proposta. Se poi non l’accettano, la vergogna ricadrà su di loro. Sto lavorando anche a un’altra proposta per punire tutti quelli che invece di ‘i gnocchi’ scrivono ‘gli gnocchi’. Non c’è nessuna difficoltà a pronunciare i gnocchi come non ci sono difficoltà a pronunciare ignoto, ignorante, ignobile. Vede, se dico ‘gli gnocchi’ dovrei anche dire ‘Alessandro Volta, l’inventore degli gnocchi di patate’».
«Ahi! Ahi! E chi introduce nei cervelli queste assurdità?»
«Sono certe maestre… le figlie di quelle che un tempo insegnavano a scrivere: ‘carne in iscatola’. Mi ricordo una carne in iscatola che era rimasta nelle prime pagine di Tempo di uccidere di Flaiano. Ho sostituito l’iscatola con una normale scatola e Flaiano mi ha ringraziato. La saluto. Parto. Vado in Isvizzera… Non si agiti. Sto scherzando. Buon lavoro.»

(Aldo Buzzi – Un debole quasi per tutto)

25 novembre

Posted in Uncategorized by federico baccomo "duchesne" on 25 novembre 2015

Ci sono forme di violenza sulle donne che si portano dietro connotati particolarmente odiosi: sono le violenze nascoste, giustificate, legittimate con la frottola dell’amore, dell’affetto, del “Tu sei la cosa più importante che ho”. E allora ecco che, in questi rapporti, “Ti amo” è una frase che l’uomo non lascia mai troppo da sola, tende a metterla in coppia con frasi come “Tu sei mia”, oppure “È che sono un po’ geloso”, oppure “È colpa mia se ci tengo a te?”, e avanti verso “Non è un po’ troppo corta quella gonna?”, oppure “A me sembra che quel tizio ti scriva un po’ troppo spesso”, oppure “Tu a ballare da sola non ci vai”, fino all’orrore di frasi come “Forse è volato qualche schiaffo di troppo ma in un rapporto può capitare”, oppure “Lei lo sapeva che ero possessivo però ha continuato a provocarmi”, oppure “È stato un raptus, lo giuro, non me lo perdonerò mai”, fino alla peggiore di tutte, la più mostruosa: “Io l’amavo”.

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(Illustrazione di Magoz)

Parlar d’amore

Posted in Uncategorized by federico baccomo "duchesne" on 23 novembre 2015

Mi è stato chiesto di leggere, per una radio, un passaggio tratto da Woody che parlasse d’amore. Mi son trovato in difficoltà, avevo la sensazione che non ci fossero pagine adatte. Poi, rileggendolo, ho ritrovato questo breve passo, mi sembra contenga l’idea di amore nella sua forma più pura, di ricerca della felicità dell’altro, anche a costo di perdere un pezzo della propria.

Dice Woody:

“Da tempo Padrona: sta con nuovo amico chiamato: Fidanzato.
Woody: è solo un cane. Impossibile fare fidanzato.
Padrona dice: Woody, non devi essere geloso.
Woody: gira muso da altra parte.
Geloso? Ah ah ah. Woody: mica geloso, per niente geloso, figurare se geloso. No, no, no. Poi va in cuccia con testa alta. E allora Padrona: ride. Ride e dice: Gelosone, e corre a prendere Woody per zampe davanti, come per fare ballo insieme. E mentre Padrona: balla con Woody in mezzo a salotto, Woody: osserva bene. E vede che Padrona: è felice. Felice tantissimo. E allora Woody pensa: Forse. Se Padrona: è felice, forse cambiamento: è giusto. Se Padrona: è felice, forse Woody: deve accettare cambiamento. Forse, piano piano, con pazienza, con impegno, poi anche Woody: diventa felice, anche solo abbastanza felice, anche solo un pochino felice. E allora Woody: abbaia. Abbaia e pensa: Va bene, va bene, Woody: ci prova. Accetta nuova persona, accetta nuove giornate, nuova vita. Per te, Padrona, Woody: accetta.”

(Woody – pag. 34)

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Federe

Posted in Uncategorized by federico baccomo "duchesne" on 20 novembre 2015

“Mamma, hai notato che la società in cui viviamo tende ad essere un po’… repressiva?”
“Che significa, Eugenie? Che vuol dire, quella strana parola nuova, ‘repressiva’, che non ho mai sentito prima?”
“Vuol dire… cioè, è come quando decidi di fare qualcosa, e ti alzi dalla sedia per farlo, e fai un passo, e poi ti accorgi di tutti quegli sguardi gelidi che ti arrivano da ogni parte.”
“Sguardi gelidi?”
“Ti soffocano i desideri.”
“Di quali desideri parli?”
“Ma, non so, desideri in generale. Ogni tipo di desiderio. È una sorta di… penso che atmosfera sia la… parola… una tendenza da parte della società…”
“Faresti bene a continuare a cucir federe, Eugenie.”

(Donald Barthelme – Sixty Stories)

Fortuna

Posted in Uncategorized by federico baccomo "duchesne" on 18 novembre 2015

Il Medio-Oriente conoscerà la pace solo quando sarà esaurito il petrolio. Poi, certo, conoscendo la loro fortuna, finirà che inventeremo un sostituto da ottenere mischiando sabbia e falafel.
(Frankie Boyle)

Vivere

Posted in Uncategorized by federico baccomo "duchesne" on 14 novembre 2015

Viene da pensare a quello che diceva Dürrenmatt, alla frattura sempre più ridicola, tragica, tra come l’uomo vive e come potrebbe vivere.

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Baby Hitler

Posted in Uncategorized by federico baccomo "duchesne" on 12 novembre 2015

Io un po’ soffro di quel morbo che mi fa dire: “Solo in Italia, questo all’estero non succederebbe mai”. Soprattutto quando si parla di giornalismo e di politica. Poi l’altro giorno ho sentito che a Jeb Bush, candidato alle primarie del Partito Repubblicano, è stata posta questa domanda: “Se potesse tornare indietro nel tempo e uccidere Hitler bambino, lo farebbe?”, che già, solo a esser posta, è una domanda perlomeno curiosa. Ma lui, candidato alle primarie ecc. ecc., ha voluto rispondere. E ha detto: “Porca miseria, certo che sì!”. E il giornalista allora ha chiesto: “Anche se fosse molto carino?”. E lui: “Guarda, non ci si può tirare indietro”. Poi, serio, ha fatto una riflessione: “Certo, sappiamo che tornare indietro nel tempo, come abbiamo imparato dal film Ritorno al futuro, potrebbe avere degli effetti pericolosi, ma lo farei, voglio dire, parliamo di Hitler.”

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Quel momento

Posted in Uncategorized by federico baccomo "duchesne" on 12 novembre 2015

Questa è una storia che, in un certo senso, apre uno sguardo sul mondo e sulle sue contraddizioni. In che modo una storia come quella di Woody può aiutare ad acquisire maggiore consapevolezza su tutto ciò che ci circonda?

“C’è un momento in cui a tutti viene ordinato di mettersi alle spalle, più o meno definitivamente, l’innocenza con cui si viene al mondo, il momento in cui realizziamo che esistono parecchie cose sbagliate che non sempre, anzi direi spesso, non trovano una giustizia che le possa cancellare. Quel momento, che non ha un’età precisa, è l’istante in cui, a seconda di come lo elaboriamo (e mi viene da usare una parola associata ai lutti), mi sembra decida il modo in cui affronteremo la vita che resta: con speranza, con cattiveria, con cinismo, con rabbia, con impegno, con pietà. Woody, come piccola forma di vita in cui la razionalità umana si scontra con l’istinto animale, di fronte a quel momento è particolarmente disarmato, più di chiunque altro, e in lui mi sembrava potesse risuonare con più forza la domanda: e adesso?”

L’intera intervista si può trovare QUI.

Roma

Posted in Uncategorized by federico baccomo "duchesne" on 10 novembre 2015

Sconti

Posted in Uncategorized by federico baccomo "duchesne" on 4 novembre 2015

Leggo dello sconto di pena riconosciuto dai giudici al tizio che ha massacrato di botte la fidanzata. Si preoccupano dello straniero, del gay che si sposa, del musulmano, e non vedono tutte quelle migliaia di italiani, eterosessuali, cattolici, sui quali sarebbe da rovesciare tutto l’odio e il disprezzo di cui ogni giorno abbiamo la dimostrazione d’esser capaci. Le parole che fanno una dichiarazione di guerra oggi possono essere: “Vittoria in nome di Allah”, ma anche: “È stato un raptus, io l’amavo”.

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