Come si pronuncia Duchesne?

Motivazioni

Posted in Uncategorized by federico baccomo "duchesne" on 24 luglio 2015

[È di questi giorni la sentenza che scagiona sei imputati di uno stupro di gruppo ai danni di una ragazza. A prescindere dalla colpevolezza o meno dei sei, destano sorpresa (e parecchia indignazione) le motivazioni espresse dalla sentenza, quasi interamente fondate sulla precedente condotta di vita sessuale della ragazza.]

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LA SENTENZA

Con riferimento al procedimento penale relativo al presunto furto nell’appartamento del signor XXX, il presente Tribunale dichiara quanto segue.

1.   Dal procedimento è stato possibile accertare che l’abituale attività di padrone di casa svolta dal signor XXX non era lineare ed encomiabile.

2.   È provato infatti che il signor XXX molto spesso invitava a casa degli amici e delle amiche, non solo per cene formali precedute da regolari inviti per mezzo di telefonate/sms/WhatsApp, ma anche per cene occasionali, o addirittura aperitivi e/o dopo cena, evidenziando una certa facilità nell’aprire la propria abitazione ai non residenti.

3.   In più, solo nell’ultimo anno il signor XXX ha ripetutamente invitato una donna di volta in volta chiamata “una ragazza che ho conosciuto in riunione”, “quella ragazza di cui ti parlavo”, “la mia ragazza”, e infine “la mia fidanzata”, che non solo spesso si è fermata a dormire, ma ha avuto libero e incondizionato accesso ai diversi vani dell’abitazione (tra cui: gabinetto, ripostiglio e balconcino con esposizione su parcheggio), a volte anche in assenza dello stesso signor XXX.

4.   Non solo. Nel corso del processo è stato dimostrato che il signor XXX ha aperto le porte di casa anche a completi sconosciuti, quali – a puro titolo di esempio: Cesare F., residente al piano di sopra, entrato per “verificare i danni che l’allagamento della doccia ha provocato, quella è mia moglie che ormai non ci sta più con la testa e si dimentica i rubinetti aperti”; Samir H., impiegato del supermercato Esselunga, entrato per consegnare la spesa (si è accertato che Samir è arrivato fin dentro la cucina per portare numero 12 colli d’acqua Levissima); Fernando C., amico di amici, alla ricerca di un tetto dopo che la fidanzata l’ha scoperto in atteggiamenti equivoci (i.e. omosessuali) con il commercialista. In ciascuno dei casi indicati si è provato che il signor XXX non solo ha aperto la porta di casa senza che l’esibizione di un documento provasse l’identità dei suddetti soggetti, ma una volta in casa ha spesso anche chiesto: “Le va un caffè?” (in un caso scusandosi di non avere zucchero di canna).

5.   Si rammenta, per inciso, come il signor XXX avesse fama tra amici e conoscenti di essere una persona “ospitale”, “accogliente”, le cui porte di casa “sono sempre aperte”.

6.   La circostanza è confermata dagli atti processuali da cui risulta che il signor XXX spesso utilizzava il modo di dire: “Mi casa es su casa”, traducibile con “Casa mia è anche casa tua”, indice di una condotta d’ospitalità poco prudente ed equivoca.

7.   Sembra utile ricordare anche che la portinaia dello stabile dove risiede il signor XXX ha testimoniato che, nel 2007, in un pomeriggio d’agosto particolarmente afoso, il signor XXX ha lasciato “spalancata” per un paio d’ore la porta blindata – circostanza confermata dallo stesso con un tentativo di “far circolare un po’ d’aria”.

8.   In questo modo non stupisce che, pure se sconosciuto, il signor XXX abbia aperto la porta di casa all’anziano che il giorno del furto ha bussato alla sua porta, permettendo così ai cinque compagni nascosti sul pianerottolo di intervenire di forza e introdursi in casa. E poco rileva quanto afferma il signor XXX, vale a dire che l’anziano: “simulava un malore”. Ci si chiede su quali parametri il signor XXX abbia fondato la sua diagnosi di malore visto che dalla documentazione prodotta non risulta abbia conseguito una laurea in medicina ma sia un semplice impiegato nella Edilcomm.

9.   Si deve registrare inoltre che il signor XXX non ha in alcun modo ostacolato né cercato di opporsi ai sei presunti ladri, ma si può dire semmai che li abbia assecondati, non solo alzando le mani “immediatamente” di fronte al coltello del presunto capobanda ma indicandogli addirittura la posizione della cassaforte (il denunciante imputa la sua incapacità di reagire “alle minacce e al panico indotto dalla situazione”, uno stato di inferiorità psicofisica che non risulta dimostrato dalle circostanze riportate, dalle quali si evince semmai che quando si tratta di fare delle cenette estemporanee o farsi portare numero 12 colli d’acqua Levissima in cucina, guarda caso, il panico scompare).

10.   Non si capisce, poi, come il panico che il signor XXX afferma averlo “pervaso”, gli abbia permesso, una volta terminato il presunto furto, non solo di chiamare il 113 ma anche di urlare “aiuto”, non appena si è riuscito a liberare dalle corde e dal nastro adesivo che – afferma – gli sigillava la bocca. Come ha confermato la perizia tecnica, lo stato di panico prevede respiro difficoltoso, sensazioni di soffocamento, iperventilazione e tachicardia: sensazioni incompatibili con la vivacità briosa confermata da più parti del grido di “aiuto” che ha riempito la tromba delle scale.

11.   Si deve dunque dedurre, come esaurientemente dimostrato dalla condotta di vita sopra esposta, che il signor XXX fosse consenziente e avesse accettato in piena consapevolezza di partecipare a quello che si potrebbe definire un “trasloco occasionale”, censurabile ma non penalmente rilevante, e, con la denuncia, abbia successivamente voluto rimuovere quello che riteneva essere stato un suo discutibile momento di debolezza e fragilità.

12.   La conclusione di questo Tribunale è pertanto la piena assoluzione dei sei imputati perché il fatto non sussiste.

Il mio emendamento

Posted in Uncategorized by federico baccomo "duchesne" on 22 luglio 2015

[I giudici della Corte di Strasburgo hanno riconosciuto la violazione da parte dell’Italia dei diritti di tre coppie omosessuali che avevano fatto ricorso perché la legislazione italiana non riconosce unioni civili o matrimoni tra persone dello stesso sesso. E questa decisione, per alcuni, è una violazione di quel loro sacrosanto diritto di decidere un po’ per tutti.]

IL MIO EMENDAMENTO
(George Saunders)

same sex marriage

Egregio signor Rackman,

ho molto apprezzato il suo ultimo articolo e vorrei intervenire con alcune mie riflessioni in merito a questa allarmante questione. Concordo in toto con quanto afferma. Come qualunque individuo sano di mente, sono contrario al matrimonio omosessuale e favorevole a un emendamento costituzionale che lo vieti.

A dire il vero penso che, a salvaguardia del rigore morale, sia necessario spingersi più oltre, ragion per cui vorrei proporre una emendamento costituzionale aggiuntivo.

Nella città in cui vivo ho riscontrato spesso un fenomeno che ho pensato di definire Matrimonio Para-Omosessuale. Prendiamo per esempio il mio amico K., maschio, fisico minuto e codino. K. è sposato con S., un pezzo di ragazzona con i capelli cortissimi, praticamente a spazzola. Spesso, guardando K. giocherellare con il codino mentre S. lo sovrasta, mi sono domandato: Non è strano che quest’uomo un po’ effeminato sia sposato con questa donna un po’ mascolina? Non è che, a un certo livello, K esprime in maniera imperfetta un lieve desiderio latente di essere sposato con un uomo? Non è che, a un certo livello, S. esprime in maniera imperfetta un lieve desiderio latente di essere sposata con una donna? Poi mi chiedo: possibile che Dio avesse in mente proprio questo?

Prendiamo il caso di L., una mia amica dalla voce profonda e stentorea. Spesso mi sono scoperto a guardare storto suo marito H. Sebbene H. sia fondamentalmente mascolino, visto che non porta il codino e non ha il culetto sodo come K., mi domando: Caro H., quando hai rapporti coniugali con L., e lei grida il tuo nome con quella voce profonda, stentorea, praticamente da maschio, e tu continui ad avere rapporti coniugali con lei (vale a dire «non ti passa la voglia») non sarà che a te, H., in realtà, «viene più voglia»? E non significherà che tu, H., a un certo livello, hai un lieve desiderio latente di fare l’amore con un uomo?

Oppure consideriamo il caso di T., un mio amico con il pene microscopico (frequentiamo la stessa palestra). T. è sposato con O., una donna né bella né brutta che sa riparare le auto. Un po’ strano, no? Come mai O. si intende così tanto di motori? Non è che questo suo tollerare il mio amico sub-dotato e negato con le macchine indica che, a un certo livello, preferirebbe essere sposata con una donna, e che quindi, forse, sul piano funzionale è un filino gay?

E come la mettiamo con T.? Il fatto che riesca a starsene beatamente sotto la doccia della palestra ad asciugarsi la mini attrezzatura, mentre O. è a casa tutta impegnata a cambiare le candele, non indica che tra poco prenderà una brutta china in cui sarà felice e contento nei panni della «femmina» della coppia, e che gli basterà un altro vezzoso passettino sulla suddetta china per ritrovarsi sposato con un uomo, magari il mio meccanico, un aitante portoghese che chiamerò J.?

Perché la mia sensazione è che, quando Dio ha creato l’uomo e la donna, aveva in mente qualcosa di ben preciso. Non voleva certo che gli uomini si sposassero con le donne, né voleva, a mio avviso, che gli uomini effeminati sposassero donne mascoline.

Ragion per cui ho messo a punto la mia Scala Virile del Sesso Indubbio.

Grazie alla mia Scala, che assegna valori numerici a partire da un insieme di caratteristiche maschili e femminili, sarà facile stabilire il grado di Virilità di un uomo e quello di Femminilità di una donna e dunque il grado di Para-Omosessualità di un dato matrimonio.

Funziona così: poniamo che un uomo prenda 8 sulla Scala Virile, dove 10 indica il più Virile in assoluto e 0 sostanzialmente un Asessuato. E poniamo che la sua fidanzata ottenga un –6 sulla suddetta Scala, dove –10 indica la più Femminile in assoluto. Calcolando la differenza fra il punteggio dell’uomo e quello della donna – il Differenziale Sessuale – constatiamo che, nella fattispecie, l’unione ipotizzata non è un Matrimonio Para-Omosessuale, da me definito come «qualunque matrimonio nel quale il Differenziale Sessuale sia inferiore o uguale a 10 punti».

Gli amici che ho inserito nella categoria dei Matrimoni Para-Omosessuali spesso mi chiedono: Ken, visto che abbiamo ricevuto un punteggio scarso, che rimedio proponi?

Be’, una soluzione che propongo è il divorzio – il divorzio seguito da un altro matrimonio con un partner più consono. K, per esempio, potrebbe sposare una sensuale ragazza pon-pon dalla voce squillante che compenserebbe degnamente il suo culetto sodo, mentre S., la sua ex moglie, potrebbe mettersi con un boscaiolo dai bicipiti enormi, che andrebbero a neutralizzare il polpaccio muscoloso e l’accenno di baffi.

Un’altra soluzione, senz’altro preferibile, è quella di “aggiustare” il matrimonio in essere, trasformandolo da un Matrimonio Para-Omosessuale in un sano Matrimonio Normale, in cui l’uomo effeminato diventa più mascolino e/o la donna mascolina diventa più femminile.

Spesso, quando lo propongo, i miei amici si offendono. Come ti permetti, mi chiedono. Di che ti impicci? Pensi che sia facile cambiare in maniera così profonda?

E io rispondo: Cambiare è difficile, ma non impossibile.

Lo so, perché ci sono passato.

Da ragazzo tendevo a parlare troppo svelto, gesticolando in maniera eccessiva. In più non avevo opinioni ferme. Mi contraddicevo sempre con quella parlata a macchinetta gesticolando come una femmina. E poi, piangevo spesso. Tutto mi sembrava così triste. Avevo lunghi capelli biondi, e mi piacevano. Li portavo scalati, sciolti sulle spalle e lo ammetto, quando passavo davanti a una vetrina, rallentavo per guardarmeli, per guardarmi i capelli! Sentivo sempre una strana gioia di vivere. Questo senso di infinite possibilità future mi induceva a ridere da solo o, talvolta, persino a saltellare letteralmente per la strada, per poi fermarmi davanti a una vetrina per scuotere con boria la mia stupenda criniera.

Sinceramente dubito che avrei ottenuto un punteggio molto alto sulla mia Scala Virile, se l’avessi inventata a suo tempo. Credo proprio che sarei risultato così Effeminato che mi avrebbero proibito di sposare P., la donna della mia vita. E, secondo me, sotto sotto lo sapevo.

Sapevo di essere troppo Effeminato.

Per cui che cosa ho fatto? Mi sono lamentato? Ho piagnucolato? Ho aspettato che dei giudici politicizzati si facessero carico del mio problema, manipolando il sistema per venire incontro alle mie idiosincrasie?

Niente affatto.

Sono cambiato, punto e basta. Ho intrapreso quello che mi piace considerare il tipico progetto di auto-miglioramento personale. Mi sono ripreso con la telecamera mentre parlavo, ho studiato i video e col tempo ho imparato a parlare più lentamente, senza muovere quasi mai le mani. Ora, se per caso mi incontrate, noterete che parlo sempre in maniera lentissima, virile, quasi dolorosamente studiata, con le mani sprofondate nelle tasche o immobili lungo i fianchi, con i gomiti leggermente piegati, come fossi pronto a reagire alla minima provocazione mollandovi un cazzotto in faccia. Quanto alle mie opinioni, sono fermissime. Raramente cambio idea. Quando mi viene voglia di saltellare, me la faccio passare. Quanto alla mia lunga stupenda chioma, ecco, sono stato fortunato, nel senso che sto perdendo rapidamente i capelli. Ogni mese, quando ricalcolo la mia posizione sulla Scala Virile, scopro che sto diventando sempre più virile, perché i capelli diminuiscono e il girovita aumenta, ingrossando il mio fisico un tempo snello, quasi femmineo, garantendo l’irreprensibilità e la legalità del mio matrimonio con P.

Il concetto insomma è questo: se io sono stato capace di apportare cambiamenti così incredibili e positivi nella mia vita, se non sono finito nel pantano morale/legale di un Matrimonio Para-Omosessuale, perché non possono riuscirci anche K., S., L., H., T. e O.?

Io supplico chiunque sia invischiato in un Matrimonio Para-Omosessuale: Cambia. Se sei un uomo effeminato, diventa più virile. Se sei una donna mascolina, diventa più femminile. Se sei donna e hai il collo taurino o il passo pesante, o ti senti attratta da un uomo un po’ pallido e vezzoso, soffoca questi sentimenti e, con l’intento di correggere te stessa, cerca di assottigliare il collo e alleggerire il passo, guardando al contempo, se lo trovi utile, video di uomini nudi e virili, per riabituarti alle giuste meccaniche dell’attrazione. Se sei un uomo e vedi una giovane donna con la vita larga e il fisico atletico camminare come un maschio nel supermercato del quartiere, e immagini di stringerla in un abbraccio passionale, nella tua macchina, la tua macchina parcheggiata davanti al supermercato, che all’improvviso, nella tua fantasia, viene invasa dal profumo del suo alito fresco… no, cavolo, levatelo dalla testa! Sei o non sei un uomo?

Io, per quanto mi riguarda, non ne posso più della tendenza strisciante che consente a certi soggetti di approfittare del buon cuore del nostro paese sposando individui che appartengono sostanzialmente allo stesso sesso. Se continua così, le nostre cittadine e le nostre metropoli pulluleranno di persone K., S., L., H., T., e O. che «esercitano i propri diritti» frequentando, innamorandosi, sposando e passando il resto della vita con chiunque gli vada di genio.

Per quanto mi riguarda non starò ad assistere impotente.

Perché altrimenti cosa diventeremo? Un paese in preda all’anarchia del desiderio sfrenato. Un paese di cuori impenitenti, che scorrazzano a destra e a manca e prendono quello che gli pare e piace, cercando un brandello di temporaneo calore in un mondo freddo, incuranti della forma assunta dall’oggetto del desiderio.

Non è questo il mondo in cui voglio vivere.

Per quanto mi riguarda, intendo diventare sempre più fermamente virile e godermi i miei migliori anni guardando P. che diventa sempre più femminile, mentre ciascuno di noi è attento a cogliere qualunque traccia di ambiguità nell’altro.

E se crescendo i nostri figli, G. e M., dovessero manifestare la benché minima traccia di un persistente residuo dell’altro sesso, io e P. li prenderemo amorevolmente da parte ed elencheremo tutti i particolari da cui abbiamo desunto questa loro involontaria carenza.

Poi, insieme, studieremo una correzione appropriata.

E in tal modo la razza si perpetuerà.

Cordiali saluti,

Ken Byron

*

(Il racconto è contenuto nella raccolta “Nel paese della persuasione“, minimum fax, pagg.71-77)

Letteralmente

Posted in Uncategorized by federico baccomo "duchesne" on 21 luglio 2015

Letteralmente. Sul Corriere di oggi leggo che Alessandra Moretti “è stata letteralmente massacrata sui social”. Qualche giorno fa su Repubblica si parlava di un ospedale che “si sta letteralmente sciogliendo”. Un po’ di settimane fa in un romanzo in top ten ho letto che le donne che ascoltavano il protagonista parlare “pendevano letteralmente dalle sue labbra”. Uno dei pochi avverbi che ancora conservava una funzione, un po’ un peccato.

La ricetta

Posted in Uncategorized by federico baccomo "duchesne" on 20 luglio 2015

Insalata di cavolo cappuccio: la mia ricetta
(Emo Philips)
cavolo-cappuccio

    1. Tagliare il cavolo cappuccio e metterlo in una ciotola grande.
    2. Cercare i peperoni verdi.
    3. Guidare fino al negozio.
    4. Scegliere i peperoni verdi.
    5. Portarli alla cassa.
    6. Guidare fino a casa.
    7. Prendere il portafogli.
    8. Guidare fino al negozio.
    9. Comprare i peperoni verdi.
    10. Guidare fino a casa.
    11. Tagliare i peperoni verdi in una ciotola.
    12. Cercare la maionese.
    13. Guidare fino al negozio.
    14. Comprare la maionese.
    15. Guidare fino a casa.
    16. Versare la maionese in una ciotola.
    17. Cercare l’uvetta.
    18. Guidare fino al negozio.
    19. Comprare quella stupida uvetta.
    20. Ignorare le risatine di quella stupida cassiera.
    21. Guidare fino a casa.
    22. Versare l’uvetta in una ciotola.
    23. Cercare quelle stupide schifose miserabili carote.
    24. Guidare fino a quello stupido schifoso negozio.
    25. Comprare quelle stupide schifose miserabili carote.
    26. Chiamare Nazista quella stupida miserabile cassiera con i suoi sorrisetti.
    27. Strisciare fino alla macchina.
    28. Guidare fino a casa.
    29. Tagliare quelle stupide schifose miserabili dannate carote in una stupida schifosa miserabile dannata ciotola.
    30. Cercare il dito.
    31. Cercare meglio il dito.
    32. Cercare dappertutto il dito.
    33. Vedere il gatto che fila via.
    34. Seguire il gatto dentro la casa del nuovo vicino, sorprendendolo nel mezzo di una compravendita di droga.
    35. Tuffarsi oltre il divano per sfuggire alla sparatoria, atterrando sulla coda del gatto, costringendolo a strillare e saltare sulla faccia del nuovo vicino e artigliargli gli occhi mentre questo si sta sporgendo oltre il divano per spararti, permettendoti così di strappargli la pistola di mano e tenerlo sotto mira fino all’arrivo della polizia, che lo arresta e porta te e il gatto di corsa all’ospedale dove aprono la pancia del gatto e ci trovano il tuo dito e te lo riattaccano come se fosse nuovo.
    36. Ritirare come ricompensa metà del ricavato della vendita all’asta dei beni del vicino, poi comprare tutta la deliziosissima insalata di cavolo cappuccio che vuoi al negozietto sotto casa.

*

(QUI, l’originale)

Frignano

Posted in Uncategorized by federico baccomo "duchesne" on 15 luglio 2015

Di solito succede che sbaglino lo pseudonimo, a volte il cognome, il nome mi sembra sia la prima volta, ma son dettagli, la notizia mi fa un gran piacere: il caro “Peep Show” è entrato nella terna finalista del Premio Letterario Frignano. QUI la notizia.

L’estate a Dosso

Posted in Uncategorized by federico baccomo "duchesne" on 13 luglio 2015
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*
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L’estate a Dosso,
comune contadino
a sud-ovest della Repubblica del Niger,
è tra le più calde al mondo,
il che, con tutti problemi
che ha già la popolazione,
rende irrilevante l’idea di respirare
tutta questa libertà
ah ah
ah ah
l’estate e la libertà
in Niger.
*
*

Aeroporto

Posted in Uncategorized by federico baccomo "duchesne" on 10 luglio 2015

L’altro giorno, in aeroporto, c’era una signora senza timidezza che cercava “un libro, che è nuovo, appena uscito, per andare bene in bagno”, e il commesso, forse per far lo spiritoso, forse no, ha detto: “Questo”, e le ha dato “Il magico potere del riordino”.

Topolino Topoletto

Posted in Uncategorized by federico baccomo "duchesne" on 9 luglio 2015

sad mouse

Aiuto la bambina a sistemarsi la sciarpa, pago le consumazioni e usciamo. Sulla strada per il ritorno, nell’aria fredda che ci soffia contro, chiedo a Sofia se conosce la canzone di Topolino Topoletto.
«No» dice lei.
«Te la canto?»
«Se vuoi.»
«Però mi devi aiutare, mi aiuti?»
«Va bene.»
«Allora io canto, e tu fai il coro.»
«Come fa il coro?»
«Il coro fa zum pa pa. Ci sei?»
«Ci sono.»
«Facciamo una prova. Topolino Topoletto
«Zum pa pa
«Perfetto. Cominciamo?»
«Sì.»
«Topolino Topoletto.»
«Zum pa pa.»
«Si è ficcato sotto il letto.»
«Zum pa pa.»
«E la mamma poveretta.»
«Zum pa pa.»
«Gli ha tirato una lametta.»
«Zum pa pa.»
«Corri corri all’ospedale.»
«Zum pa pa.»
«È cascato per le scale.»
«Zum pa pa.»
«Corri corri in farmacia.»
«Zum pa pa.»
«Gli hanno detto “Pussa via!”.»
«Zum pa pa.»
«Corri corri nella chiesa.»
«Zum pa pa.»
«Un calcione ed un’offesa.»
«Zum pa pa.»
«Corri corri al cimitero.»
«Zum pa pa.»
«Gli hanno fatto un occhio nero.»
«Zum pa pa.»
«Topolino Topoletto.»
«Zum pa pa.»
«Poverino poveretto.»
«Zum pa pa.»
«Finita.»
«Finita?»
«Sì. Piaciuta?»
«No.»
«Non ti è piaciuta?»
«No.»
«Come fa a non esserti piaciuta?»
«È triste.»
«Mmh. In effetti, non si può dire che Topolino Topoletto abbia avuto una vita facile. Andiamo su, che sta per diventare rosso.»

(da Peep Show – pagg. 154-156)

Mi chiedo

Posted in Uncategorized by federico baccomo "duchesne" on 7 luglio 2015

Pur con tutte le buone intenzioni, mi chiedo se ci sia mai stato qualcuno irritato, arrabbiato, infastidito che, di fronte al tizio di turno che gli dice “Non ti curar di loro…”, abbia visto passare la sua irritazione, arrabbiatura, fastidio. Di solito, mi sembra, aumentano.

!

Posted in Uncategorized by federico baccomo "duchesne" on 6 luglio 2015

Scandaloso: Italia solo al 109° posto tra i paesi del mondo per ordine alfabetico!
(Clickhole)

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