Come si pronuncia Duchesne?

Pasqua

Posted in Uncategorized by federico baccomo "duchesne" on 31 marzo 2015

PEEP SHOW COVER
«Sai perché leggo la Bibbia?»
«Non per vedere come va a finire, immagino. Troppi spoiler.»
«Perché ci sono un sacco di belle persone nella Bibbia.»
«Come se fosse necessaria un’altra prova della fantasia spericolata di chi l’ha scritta.»
Putilli interrompe la preparazione del pollo, si pulisce le mani nel panno e mi guarda con occhi stanchi. «Non riesci proprio a evitare di fare il tuo spettacolo?»
«Io…»
«Sto cercando di parlarti seriamente.»
«Stavo solo…»
«Dopo un po’ diventi antipatico.»
«Scusami. Dicevi che nella Bibbia ci sono delle belle persone.»
«Un sacco.» Putilli torna a dedicarsi alle sue coscette. «Ma sai chi è il mio preferito?»
«Chi è il tuo preferito?»
«San Tommaso. Ce l’hai presente San Tommaso?»
«Quello che non credeva a niente?»
Putilli scuote la testa. «Non proprio. Conosci la sua storia?»
«Qualcosa, sì.»
«San Tommaso era un apostolo, uno di quelli che se ne stava un po’ in disparte, non è che di San Tommaso sappiamo molto, lui era tutt’altro che esibizionista, faceva il suo, viveva e lasciava vivere.»
«I migliori, a esserne capaci.»
«Non è come, che ne so, Pietro, che stava sempre in prima fila, Maestro di qui, Maestro di lì, Maestro guardami faccio la pesca miracolosa, Maestro raccontaci un’altra bella parabola, Maestro anch’io voglio camminare sulle acque, no, Tommaso non è uno che amava mettersi in mostra.»
«Stava nel suo.»
«Stava nel suo, esatto. E le poche volte che compare, lo fa per dire cose sagge, intelligenti. Lo sai che cosa dice quando Gesù vuole andare a resuscitare Lazzaro?»
«Che cosa dice?»
«Tutti gli apostoli sono lì che si cagano sotto, vogliono stare a casa, Non andiamo, non andiamo, quelli ci lapidano tutti. E a quel punto interviene Tommaso, che dice: “Andiamo anche noi, per morire con lui”, questo dice Tommaso. Capisci chi era quest’uomo?»
«Capisco.»
«E poi che cosa succede?»
«Che cosa succede?»
«Il fattaccio di Gesù Cristo, succede. Pilato, la corona di spine, la croce, tutto l’ambaradan. Gesù ci salva dai nostri peccati, muore con i chiodi nelle mani, che poi noi diciamo i chiodi nelle mani, ma i chiodi non li mettevano nelle mani, li mettevano nei polsi, ché le mani sono delicate, rischia di cadere giù e ti trovi con il Cristo a testa in giù appeso per i piedi.»
«Un po’ scomoda come catenina.»
«Non essere blasfemo.»
«Scusa.»
«Nei piedi è giusto invece, chiodi nei piedi, le caviglie sono troppo dure da bucare.»
«Il concetto è chiaro, dicevi di Tommaso.»
«Tommaso. Tommaso, povero, non la prende bene, ed è comprensibile, ti crocefiggono il tuo capo, ne rimani perlomeno scombussolato. Ora immaginati la scena, Gesù Cristo è stato messo nel sepolcro, sono passati pochi giorni, tu sei Tommaso, hai bisogno di stare un po’ da solo, con tutti i tuoi pensieri per la testa, per cui decidi di uscire a farti una passeggiata. Ma ecco che la sera quando torni a casa trovi tutti gli altri apostoli che ti guardano con una faccetta strana, gli chiedi: “Che c’è, che c’avete da guardare?” E quelli ti dicono: “C’è che abbiamo visto il Signore.” Ora, sincero, tu che cosa diresti? Ti dico cosa gli direi io: “Bello scherzo del cazzo”, questo gli direi io.»
«In effetti.»
«E ti giuro, farei fatica a trattenermi dal mettergli le mani addosso. Ma Tommaso no, Tommaso è una persona perbene, e gli dà la risposta che ogni persona perbene dovrebbe dare. “Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi, e se non metto il mio dito nel segno dei chiodi, e se non metto la mia mano nel suo costato, io non crederò.” Un insegnamento che andrebbe applicato sempre. Ti dicono che tua moglie ti tradisce? Tu non è che la insulti subito, prima verifichi. Ti dicono che una medicina funziona? Tu non che la butti giù subito, prima fai le tue belle sperimentazioni. In ogni cosa, bisogna conoscere, approfondire, verificare. Tommaso è uno che ci insegna ad andare in profondità, a non fidarci di tutto quello che ci viene detto, il famoso metodo empirico. Ci sono voluti milleseicento anni perché ci arrivassero gli inglesi, Tommaso lì in Galilea già impartiva lezioni.»
«Non è che stai un po’ ingigantendo la faccenda?»
«Ingigantisco? Tu dici che io ingigantisco? Lo sai che cosa succede dopo? Succede che passano otto giorni e gli apostoli sono ancora tutti riuniti, e questa volta c’è pure Tommaso. Ed ecco che il Cristo fa di nuovo il numero dell’apparizione miracolosa, ma questa volta solo per dire al povero Tommaso: “Porgi qua il dito e guarda le mie mani; porgi la mano e mettila nel mio costato; e non essere incredulo, ma credente.” Lo umilia, capisci? Lo umilia davanti a tutti! E quando Tommaso si prostra, tutto commosso, Gesù, non contento, aggiunge: “Perché mi hai visto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto.” Ma stiamo scherzando? Te la prendi con Tommaso, lo mortifichi così, ti metti pure a dargli lezioni? E gli altri undici apostoli?»
«Dieci.»
«Dieci?»
«Mi sa che Giuda a quel punto non lo invitavano più.»
«Giusto, dieci. Gli altri dieci apostoli non è che hanno creduto perché erano migliori, semplicemente gli era apparso. Logico che ci credo, mi stai davanti! Così è troppo facile fare i fighi, noi siamo gli apostoli buoni, e tu quello miscredente. Adesso uno non può nemmeno uscire a farsi un giro al mercato, che quando torni a casa scopri di essere diventato la metafora universale dell’incredulità. E sono io quello che ingigantisce?»
«Dico solo che mi sembra che la stai prendendo troppo sul personale.»
Putilli abbassa gli occhi e, accendendo il fornelletto, si fa pensieroso. «Sai, dove sono cresciuto, a Talamona, c’era una chiesetta dedicata proprio a San Tommaso, una chiesetta piccolina.» Appoggia il pentolino sul fornelletto. «E dietro a questa chiesetta c’era un giardinetto, doveva essere della parrocchia, un giardinetto semplice ma molto curato. Ricordo che era pieno di gatti, tantissimi gatti randagi.»
«Talamona dove sta?»
«Non hai idea di quanti gatti c’erano in quel giardinetto. Una miriade di gatti, gatti di tutti i tipi, rossi, neri, bianchi, vecchi, cuccioli.»
«Non è in Valtellina?»
«Si radunavano tutti lì, in quel giardinetto, dietro la chiesetta piccolina dedicata a San Tommaso.» Putilli alza la testa e la gira lentamente verso di me. «È lì che sono stato violentato la prima volta. Avevo sette anni. Mi ricordo i gatti, tutti quei gatti. Sembrava che mi guardavano.»

(Peep Show – pp. 298-301)

Un incipit

Posted in Uncategorized by federico baccomo "duchesne" on 30 marzo 2015

Tim, nove anni, si allungò verso la nonna sdraiata in un letto d’ospedale. Le baciò con dolcezza il viso intorno ai tubicini che le entravano nel naso.
“Ti voglio bene, nonna” disse Tim. “E ti prometto che verrò a farti vista in Paradiso.”
Il giorno dopo, la nonna di Tim morì.
Sessantasei anni dopo, Tim morì.

(B. J. Novak – No One Goes to Heaven to See Dan Fogelberg)

Lettera aperta dai tuoi orribili amici su Facebook

Posted in Uncategorized by federico baccomo "duchesne" on 20 marzo 2015

UNA LETTERA APERTA
DAI TUOI ORRIBILI AMICI SU FACEBOOK

(Ryan Broderick) *

Letter-From-Horrible-Facebook-Friends

Ehilà,

siamo i vostri amici di Facebook. Quegli amici di Facebook. Sapete bene quali. Le mamme che si sono da poco appassionate alla zumba. Gli organizzatori di eventi con cui avete fatto il liceo. Il vecchio fidanzato che vuol fare causa alla Trony che l’ha licenziato. La zia di paese che firma tutti i commenti con “Un bacio forte forte, tua zia Margherita”. La ragazza che sembra perennemente incinta dai tempi dell’università.

Abbiamo un sacco da offrire a Internet, ed è eccitante averci come amici. Per esempio, siamo imprevedibili. Chi altro è capace di andare sulla pagina ufficiale di McDonald’s a dirgli di andare a farsi fottere? O postare a caso, fuori da ogni contesto, parole dei Modà come status? Non pensiamo che ci sia niente di strano nel ricordarti un giorno sì e l’altro pure quanto siano pericolosi gli immigrati. Stai dicendo che non sono pericolosi? Non hai visto la foto della bandiera italiana con la scritta VIA I MUSULMANI – L’ITALIA AGLI ITALIANI? Esatto, proprio quella!

Abbiamo un sacco d’amore da dare. Siamo sempre lì a fidanzarci.

E guardiamo sempre i migliori video. C’era quello un po’ sgranato ma esilarante del ragazzo russo che si è infilato un petardo tra le chiappe. E che ci dite di quella pubblicità cinese sottotitolata non tanto bene con un cane che continuava a far visita alla tomba del padrone? Pazzesca, no?

Abbiamo già detto che siamo super-appassionati di zumba? E abbiamo anche adottato un nuovo amico peloso. E ci siamo fatti un nuovissimo tatuaggio, gigantesco, assolutamente fantastico. Eccovi trenta fotografie.

Lo ammettiamo; sappiamo essere un po’ provocatori. Forse Obama non è segretamente un rettiliano. E, ok, probabilmente non sta controllando l’economia mondiale con la telepatia e le scie chimiche, ma chi lo sa per certo? E, sinceramente, è davvero così presuntuoso sostenere che i vaccini rendono i nostri figli gay? Non è forse più presuntuoso pensare di dire a una mamma che sapete meglio di lei qual è il bene di suoi figlio?

Ok, ok, stiamo un po’ divagando.

Quello che stiamo cercando di dirvi e che siamo qualcosa di più di quello che postiamo su Facebook apparentemente senza alcuna comprensione della grammatica, della decenza o del tono. Non abbiamo alcuna idea di cosa sia Paypal. Odiamo il fatto che alla radio non ci siano più le belle canzoni di una volta. E vogliamo leggere delle belle notizie rinfrancanti sui cani. E allora? È così terribile?

Incontriamoci a metà strada! Non avete mai accettato il nostro invito a giocare a Candy Crush. Non vi siete mai dati la briga di fare i test di personalità che abbiamo condiviso sulla vostra bacheca. E non avete partecipato alla ice-bucket challenge. Sono stati tirati su un sacco di soldi, e, cosa non secondaria, anche un sacco di consapevolezza.

Sentite, scusate. Non vogliamo sembrarvi aggressivi. Siamo solo un po’ scontrosi per tutta quella zumba che stiamo facendo.

Perché non possiamo semplicemente essere d’accordo che su Facebook siamo tutti uguali? I nostri selfie da ubriachi davanti al baracchino delle salsicce sono forse così diversi dalle vostre foto ben illuminate su Instagram di quella veduta di mare dove non ci sono nemmeno delle ragazze in bikini?

È davvero così assurdo pensare che la fecondazione eterologa sia un’operazione massonica della lobby gay? Be’, siamo in Italia, dove c’è la democrazia e ognuno ha diritto ad avere le sue opinioni, a prescindere dagli errori grammaticali e dalla qualità dei file JPEG. Facebook è grande abbastanza per tutti noi – per quelli cui interessa quella trasmissione intitolata “House of Cards” e per quelli che pensano che è uno scandalo che hanno mandato via da Cayo Cochinos Cristina Buccino e c’è ancora Cecilia Rodriguez che è una falsa come la sorella se non peggio e comunque forza Valerio.

Dove dovremmo andarcene? Su Twitter? Troppi giornalisti, tutto troppo veloce, e poi stan sempre lì a parlare di questo certo Lorenzo Fragola.

Facciamo un patto: se accettate di darvi una calmata con tutti quegli aggiornamenti sulle vostre gite in bicicletta e i vostri brunch domenicali, cercheremo di essere meno invasati su ogni singola cosa che Mengoni ha fatto o farà. Ma non assicuriamo nulla!

Insomma, grazie del vostro tempo, e ricordate: il vestito era bianco e oro, tutto quello che scrivono sul Lercio deve essere preso letteralmente, l’omeopatia funziona solo se c’è disponibilità energetica del corpo, e se non condividi questo post con dieci amici, avrai sette anni di sfortuna.

Ciao 🙂

***

(Qui, l’originale)

Riposizionamento

Posted in Uncategorized by federico baccomo "duchesne" on 19 marzo 2015

Fa sorridere che una campagna pubblicitaria volta a “sensibilizzare tutte le donne sull’importanza di partire da se stesse per ricercare il proprio modello di bellezza. Un modello libero da stereotipi e condizionamenti esterni” sia promossa da un marchio che di nome fa: Vitasnella. Una corsa al riposizionamento che fa apparire un po’ un dilettante anche Salvini dentro la felpa con la scritta Sicilia.

Signora maestra

Posted in Uncategorized by federico baccomo "duchesne" on 19 marzo 2015

“Signora maestra, lei ci ha detto che i libri ci trasportano in mondi diversi, dominati da regole diverse, e dove c’é magia in tutto. Be’, quello che lei dimentica, signora maestra, é che, una volta chiuso il libro, si fa ritorno a questo mondo, e la campanella sta suonando, e palline di carta ti vengono tirate addosso, e Phil Gasher ti punzecchia lo scroto con una penna spezzata, e quegli stronzi tirapiedi di Kristi Colimote si arrampicano sul cubicolo del bagno e ti minacciano con delle forbici. Quello che ci vuole é un libro che ti porti via da questo mondo per sempre. Si chiama pistola, credo.”

(Kathleen FoundsWhen Mystical Creatures Attack)

Superstizione

Posted in Uncategorized by federico baccomo "duchesne" on 18 marzo 2015

«Vogliamo continuare il nostro discorso?»

Tendo l’elastico e, puntando contro la cimice, lo faccio scoccare. Manco l’insetto solo di un paio di centimetri, massimo tre. «Il nostro discorso?»

«Quello dell’altra sera, prima che ci interrompesse Frau Lieben.»

«Frau… Lieben?»

«La pianista.»

«Già.» Stacco un post-it da un blocchetto. «Come sta?»

«Eh, come sta. Male sta. Tutti a gridare all’infarto, a farle il massaggio cardiaco, e schiaccia al tre. E invece era un ictus.»

«Uhhh.» Mi alzo.

«Queste cose poi danno fastidio. La gente è superstiziosa. Si sente male qualcuno nella tua villa? Ecco che subito hai la villa maledetta. Non c’è razionalità.»

Faccio scivolare il post-it sotto la cimice, che si lascia raccogliere senza reazioni. «Quello mi sembra il meno, non starei a preoccuparmi.»

«Ma sai, l’anno scorso c’era Lucarini, un altro pianista, jazz. Si siede sullo sgabello, solleva il cilindro della tastiera, non fa tempo a pigiare un tasto che una gamba del pianoforte cede, gli crolla tutto addosso, quasi mezza tonnellata di pianoforte, fai te. Tendine rotto. Ci ha fatto una causa per tre milioni di euro. Aveva la tournèe in Giappone, dice.»

Dischiudo la finestra e faccio sgusciare fuori la cimice, reprimendo l’impulso di avvolgerla nel post-it e spappolarla. «È lontano il Giappone.»

«E l’anno prima abbiamo ospitato Baaba Pougsanda, il suonatore di balafon. Era lì in mezzo al salotto, circondato dalle sue belle candele rosse, un’atmosfera magica, picchiettava coi bastoncini, tutto allegro. Non gli va mica a cadere in testa il lampadario? Ha ceduto il gancio, un bel gancio artigianale, l’avevamo fatto fare in Turchia. Spezzato di netto. Fortuna che il maestro Baaba è uno robusto, se l’è cavata. Ha perso due dita, però. Altra causa, altri milioni.»

«Il balafon, di preciso, cos’è?»

«Tre anni fa, invece, avevamo Jimmy Karovskji, il mentalista. Niente, stava leggendo nella mente della contessa Poletti, gran bella donna peraltro, era quella con l’abito blu con le piume, bum, l’ha centrato un proiettile. Lo sparo di un cacciatore, dice che mirava a un beccaccino, non so nemmeno se era stagione di caccia. L’ha preso esattamente alla nuca, preciso. Non mi ricordo neanche com’è finita quella storia. C’è stata anche lì una causa, quello sì. Non mi ricordo, però, se poi lui è sopravvissuto o meno, vai a sapere.» Azzesi sbuffa. «Ma lasciamo da parte queste sciocchezze, Giuseppe. Veniamo alle cose serie.»

(La gente che sta bene – pp. 129-130)

Natura

Posted in Uncategorized by federico baccomo "duchesne" on 16 marzo 2015

Probabilmente, al di là delle opinioni – argute o sciocche che siano – di Domenico Dolce sulla famiglia, sulla riproduzione, sulla sintesi di un figlio, sarebbe forse il caso che nel trattare di temi tanto complessi uno stilista così in vista (e chiunque) facesse ricorso ad argomenti con qualche consistenza in più che non: “La vita ha un suo percorso naturale, ci sono cose che non vanno modificate“. Perché vanno bene i tramonti, i ruscelli di montagna e i pesci colorati, ma se c’è qualcosa che da sempre ci affanniamo per modificare mi pare che sia proprio il percorso naturale della vita, il percorso naturale delle cose. Ci sono i medici, ci sono gli architetti, ci sono i programmatori, gli ingegneri, ci sono persino gli scrittori, e sono tutti lì a non far altro che piegare, forzare, stravolgere, contrastare la natura, il suo corso, i suoi limiti, le sue ragioni, che mi sembra siano spesso ben più cieche, assurde e spietate di quelle di tutti gli uomini che stan lì a esaltarle.

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Asticelle

Posted in Uncategorized by federico baccomo "duchesne" on 11 marzo 2015

Questa vicenda dell’ex premier Silvio Berlusconi che va con una prostituta minorenne ma viene assolto perché non sapeva che la prostituta era minorenne, e gioisce di questa assoluzione, e si domanda “chi mi ripagherà ora?”, e con lui gioiscono i sodali, e si domandano “chi lo ripagherà ora?”, mi sembra spinga un po’ più in alto – a livelli anche ammirevoli – l’asticella di quella famosa faccenda del dito e della luna.

Valterchiari

Posted in Uncategorized by federico baccomo "duchesne" on 5 marzo 2015

“Io i miei fatti veri te li raccontavo sempre
Ed i miei pensieri li cambiavi lentamente
E le mie ragioni le negavi spesso e volentieri
Ed io per te l’ultimo Valterchiari.”
(Flavio Giurato – Valterchiari)

Pigliatelo

Posted in Uncategorized by federico baccomo "duchesne" on 4 marzo 2015

“Quel povero diavolo è stato derubato di quattro monete d’oro: pigliatelo dunque e mettetelo subito in prigione.”
(Carlo Collodi – Pinocchio)

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