Come si pronuncia Duchesne?

Jovanotti

Posted in Uncategorized by federico baccomo "duchesne" on 21 gennaio 2015

In occasione dell’uscita del nuovo album di Jovanotti, mi piace pubblicare qui sotto un piccolo brano – uno degli intermezzi giocosi – tratto da Peep Show, in cui il protagonista del romanzo incontra una versione caricaturale del cantante.

Jovanotti-1*
“Jovanotti dal vivo è più alto di quanto immaginassi. Abbiamo appuntamento in Corso Buenos Aires davanti al negozio della Puma da cui esce accompagnato da un paio di commessi carichi di borse piene di abiti sportivi. Mentre i commessi caricano le borse nel bagagliaio, Jovanotti si intrattiene con una piccola folla che gli si stringe intorno. Firmata una dozzina di autografi, salta sulla limousine e ci avviamo verso il Forum di Assago, dove tra un paio di giorni terrà il primo di sei concerti che hanno già registrato il tutto esaurito.

***

«Posso chiederti un parere?»
«Se posso esserle utile.»
«Sto scrivendo il testo di questo pezzo nuovo.»
«Sì.»
«Qualcosa di pazzesco, ritmato, violento.»
«Sì.»
«Una di quelle canzoni che fanno venire giù lo stadio.»
«Sì.»
«Ecco, ho bisogno che tu mi dica una tragedia.»
«In che senso una tragedia?»
«Una tragedia, un dramma, qualche problema grosso che ti coinvolga particolarmente. Sto cercando il tema della canzone. Muovere i piedi, ma anche il cervello. Fare divertire ma, nello stesso tempo, fare pensare. Utilizzare il potere della musica per veicolare un messaggio. In una parola, sensibilizzare la gente. E puoi stare sicuro, primo posto in classifica. No, scherzo, l’importante è sensibilizzare. Comunque sicuro, primo posto in classifica. Ma la cosa fondamentale è sensibilizzare. Comunque, primo posto.»
«Una tragedia…»
«Anche un’ingiustizia, una catastrofe naturale, una disgrazia. Cose tristi.»
«Abusi sui minori?»
«Abusi sui minori, non si può. Ci si è già buttato Ligabue, singolo di lancio del prossimo album, circola già un comunicato stampa.»
«Vedove di guerra?»
«Troppo specifico.»
«Palestina? Terremoto? Diritti degli omosessuali?»
«Già visti, già sentiti. Guarda, va bene anche una malattia se preferisci.»
«Sclerosi?»
«Difficile da rimare.»
«AIDS?»
«Anni ottanta.»
«Tumore?»
«Sempreverde, ma abusato.»
«Magari circostanziandolo un po’.»
«Circostanziandolo come?»
«Non lo so. Alle ovaie, per dire.»
«Alle ovaie, fammici pensare…»
«Fa paura, coinvolge le donne.»
«Continua.»
«Si può donare una parte dei proventi alla ricerca.»
«Questo aiuterebbe la classifica. Poi?»
«Facile da rimare.»
«Facile da rimare?»
«Be’, tumore… fiore, cuore, amore. Lì è proprio la base del rimario.»
«E l’ovaia?»
«L’ovaia, che ne so: massaia, vecchiaia, migliaia…»
«Papaia!»
«Papaia, anche, perché no?»
«Calzolaia, fioraia, macellaia, portinaia, ci sono tutti i lavori, potrebbe venir fuori un inno universale.»
«Vede che le idee fluiscono.»
«Sai che forse forse…»
«Dice che può funzionare?»
«Certezze matematiche in questo campo non ce ne sono. Però, un bel giro di basso, un tunz tunz tunz di quelli rabbiosi, un ritornello killer, non so, adesso dico la prima stupidaggine che mi viene in mente, tumore non ci fermerai no tu non ce la farai, e mi sembra ci siano tutti i margini per il successo.»
«Può darsi.»
«Un grande successo.»
«Magari aggiustando il ritornello.»
«Naturalmente, era solo una suggestione, un concetto iniziale, ma sento già l’energia dell’ispirazione, che poi è semplicemente l’eccitazione di chi sa che sta per fare del bene al prossimo.»
«Potrebbe anche dare tutto il ricavato in beneficenza.»
«Non credo ci sia bisogno di arrivare a tanto. Ma sono d’accordo con te: ricordiamoci sempre della beneficenza. Tu non hai idea di quanto io ami fare la beneficenza, si può dire quasi che sia la cosa che amo di più. Sentirmi appagato da quel donare in modo rigorosamente anonimo, il modo di chi resta nascosto e si riempie il cuore solo nel vedere l’effetto che fanno le sue buone azioni. Ragazzi, la beneficenza, niente che riesca a darmi la stessa soddisfazione.»
«È bello da parte sua.»
«E poi magari, ecco che improvvisamente qualcuno scopre che sono stato io.»
«Scoprono che è stato lei?»
«Improvvisamente.»
«Ma come fanno a scoprirla se è rimasto rigorosamente anonimo?»
«Una telefonata ai giornali. Anonima anche quella.»

(Peep Show – pagg. 139-142)

*

(Per leggere alcuni degli altri episodi: QUI quello con Benigni, QUI quello con Baricco, QUI quello con Rosy Bindi, QUI quello con Laura Pausini)

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