Come si pronuncia Duchesne?

Roberto Benigni

Posted in Uncategorized by federico baccomo "duchesne" on 4 gennaio 2015

In occasione del ritorno di Roberto Benigni in televisione, mi piace pubblicare qui sotto un passaggio tratto da Peep Show, in cui il protagonista del romanzo incontra una versione del comico un po’ diversa dal Benigni consueto.

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Passo a prendere Roberto Benigni all’uscita di un centro benessere dalle parti di Corso Lodi. Ha i capelli lucidi di gel, perfettamente pettinati all’indietro, indossa un lungo cappotto di lana marrone a doppiopetto, un paio di occhiali scuri e si rigira tra le dita un sigaro spento.

***

«Non è che c’è del whisky?»
«Nel mobiletto sulla sinistra.»
«Che tipo?»
«Macallan, ventun anni.»
«Ottimo. Posso chiederti un parere?»
«Dica.»
«Hai presente quando si fa l’amore?»
«Ho presente.»
«Che per ritardare l’eiaculazione è necessario vagare con i pensieri? Cose che allontanino il momento culminante, cose tristi?»
«Non per forza tristi, comunque sì, può capitare.»
«Ecco, io penso a mia nonna morta.»
«Una possibile soluzione. Un po’ macabra, forse.»
«Però ho scoperto che non sempre funziona. Una volta sono scoppiato a piangere e ho gridato: Perché, Dio, perché me l’hai portata via?»
«Sì, vabbe’…»
«Te lo giuro. Oltre al fatto che questo pensiero non aiuta comunque a ritardare l’eiaculazione nel caso in cui la persona con cui sei a letto sia effettivamente tua nonna.»
«Ha detto a letto con la nonna?»
«Esatto. Anche se poi c’è da dire che, nel caso in cui sei a letto con tua nonna, ritardare l’eiaculazione è probabilmente l’ultimo dei tuoi problemi.»
«Scusi se mi permetto, ma sta diventando un po’ disgustoso.»
«Soprattutto se la nonna è morta.»
«Ok, non credo di voler sentire altro.»
«Perché? Non lo trovi divertente?»
«Era un pezzo comico?»
«Intendo dirlo a Sanremo. Come ti sembra?»
«Oddio, non saprei.»
«Originale?»
«Originale certamente. Un po’ eccessivo, magari.»
«Allora ascolta questa: è dalle prime parole che la tua partner dice subito dopo aver fatto l’amore che puoi capire com’è andata. Pessimo segno quando esclama: Se mi lasci andare, giuro che non ti denuncio
«Carina.»
«Solo carina?»
«Forse un po’ forte anche questa.»
«Ne ho anche una su Anna Frank.»
«Non dubito che sia bellissima.»
«Ma?»
«Non sono molto convinto che funzioni.»
«Che cosa non ti convince?»
«Così, a pelle, poi magari sbaglio, ma direi che la necrofilia, l’incesto, o anche la shoah per dire, non sono argomenti adattissimi al pubblico del sabato sera di Raiuno.»
«Lo stupro?»
«Lo stupro nemmeno.»
«Sicuro?»
«Nel dubbio eviterei.»
«Io non ce la faccio più.»
«In che senso?»
«Non ce la faccio più, davvero. Sempre le stesse cose. I saltelli, le musichette, i sorrisi accomodanti. Sono stanco, non ce la faccio più.»
«No, non dica così.»
«Il mi’ babbo, io vado al mani’omio, è una ‘osa d’una bellezza eccezionale, maremma ‘mpestata. Sempre le stesse cose, io devo cambiare o divento pazzo.»
«Ma quello che c’entra, lei è il simpatico toscanaccio per eccellenza.»
«Sono anni che ho perso l’accento.»
«Le resta sempre quell’atteggiamento da esuberante burattino.»
«Ho passato i sessanta.»
«E gli abiti sformati?»
«In privato vesto Armani.»
«Non mi dica che anche la Divina Commedia…»
«Odio Dante.»
«Odia Dante?»
«Sopra ogni cosa.»
«Ah.»
«Odio anche mia moglie.»

(Peep Show, pagg. 100-102)

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