Come si pronuncia Duchesne?

Due anni

Posted in Uncategorized by federico baccomo "duchesne" on 31 gennaio 2015

“Il razzismo non è qualcosa con cui si nasce, il razzismo viene insegnato. Ho un figlio di due anni. Sapete cosa odia? I pisolini. Fine della lista.”
(Denis Leary)

40

Posted in Uncategorized by federico baccomo "duchesne" on 30 gennaio 2015

“Mi disse che si stava avvicinando ai 40, e io non potevo fare a meno di chiedermi da quale direzione.”
(Bob Hope)

Angurie

Posted in Uncategorized by federico baccomo "duchesne" on 29 gennaio 2015

watermelon

Non dimenticherò mai quella volta in cui sono stato sorpreso a rubare angurie dall’orto del vecchio signor Barnslow. Ero con il mio amico Bobby. Sghignazzavamo tanto che temevo di farmela addosso!
All’inizio abbiamo provato a rubare due angurie ciascuno, ma erano troppo pesanti e le abbiamo fatte cadere, e questo ci ha fatto ridere ancora più forte.
Alla fine ne abbiamo scelta una bella grossa ciascuno, ed eravamo quasi riusciti a sgusciare fuori dalla recinzione quando, dietro di noi, abbiamo sentito una voce bassa, profonda. “Ehi, giovanotti, dove pensate di andare con quelle angurie?” Ho deglutito e mi sono girato. Era il vecchio signor Barnslow, e ci puntava addosso il suo fucile da caccia.
Bobby ha gettato la sua anguria, ha tirato fuori la pistola .38 che teneva nella cintola, si è girato e ha sparato. Ma il fatto di girarsi deve avergli fatto sbagliare mira, perché la pallottola ha colpito il signor Barnslow solo nell’anca.
Il signor Barnslow ha immediatamente scaricato il fucile contro Bobby. Una raffica di pallettoni l’ha mancato del tutto, ma la seconda gli ha fatto a pezzi la spalla. Bobby ha provato a far fuoco, ma la spalla era talmente devastata che non è riuscito nemmeno ad alzare il braccio. Proprio mentre Bobby cercava di passarsi la pistola nella mano sinistra, il signor Barnslow s’è messo a correre, l’ha raggiunto e gli ha spaccato la faccia con il calcio del fucile. Bobby è caduto a terra come un sacco. Il signor Barnslow ha alzato il calcio del fucile per finirlo, ma proprio in quel momento Bobby ha tirato fuori il suo coltello da caccia e l’ha affondato nella gigantesca pancia del contadino.
Da allora, non penso di aver rubato angurie per almeno un anno.

(Jack Handey)

L’esclusiva

Posted in Uncategorized by federico baccomo "duchesne" on 27 gennaio 2015

Leggevo le polemiche a proposito di questo presunto plagio di Umberto Eco contenuto nel suo ultimo libro, Numero Zero, e mi è venuto in mente un passaggio di Peep Show in cui immagino invece che sia Umberto Eco a muovere la stessa accusa a uno sconosciuto rapper. Lo pubblico qui sotto.

*

umberto eco

“La Olympus Management, agenzia leader nella rappresentanza degli artisti dello spettacolo, è stata fondata da Silvano Coppola nel 2007 sulle ceneri della sua precedente creatura, quella Fuck Em All Agency operativa nella gestione di musicisti hip-hop che, verso la fine degli anni Novanta, raggiunse una certa visibilità grazie all’inaspettato successo dell’esponente di spicco dell’etichetta, il dimenticato Mc Uacco, capace di spiattellare nella stessa strofa quattro rime con la parola stupro che tanta considerazione gli fecero guadagnare presso l’Accademia della Crusca, salvo poi annegare nelle censure della stampa dopo la furiosa reprimenda con cui Umberto Eco, sulla prima pagina de la Repubblica, rivendicò che “le stesse rime, in una successione pressoché identica”, erano già state da lui articolate nel 1972 in un breve divertissement in endecasillabi in cui celebrava un decalogo di fantasie erotiche su Giovanna d’Arco. Le polemiche travolsero l’artista e, con lui, Silvano, colpevole di aver rinfacciato a Umberto Eco dai microfoni del tg2 di non avere l’esclusiva sugli abusi sessuali.”

(Peep Show – pag. 51)

Quotidiani

Posted in Uncategorized by federico baccomo "duchesne" on 27 gennaio 2015

“Non leggo più i quotidiani, mi limito a mentire a me stesso e tagliare ogni intermediario.”
(Frankie Boyle)

Capitoli

Posted in Uncategorized by federico baccomo "duchesne" on 26 gennaio 2015

“Sono anche preoccupata per gli ultimi capitoli. È tutto troppo stridulo, troppo volubile? E poi l’immensa lunghezza, e gli eterni alti e bassi dell’invenzione. Così divinamente felice un giorno; così esausta l’indomani.”
(Virginia Woolf – Diario di una scrittrice)

Gratitudine

Posted in Uncategorized by federico baccomo "duchesne" on 24 gennaio 2015

“I Penitenti credono nella quantificazione del dolore. Ogni unità di dolore è denominata Victor, dal nome del fondatore, Norm Victor. Ogni Victor guadagnato è un passo in più verso la salvezza. Se ti muore tragicamente una persona cara guadagni un sacco di Victor. A volte per regalo di compleanno la moglie tradisce il marito con uno degli amici in maniera tale che il marito entra e si rifà dolorosamente gli occhi. Una volta giù al parco ci è capitata per le mani la cassetta pirata di un gruppo di mariti Penitenti e cornuti che parlavano della difficoltà di conciliare la rabbia con la gratitudine.”

(George SaundersIl declino delle guerre civili americane)

Bravo

Posted in Uncategorized by federico baccomo "duchesne" on 22 gennaio 2015
“La cosa deprimente del tennis è che per quanto bravo io possa diventare, non sarò mai bravo quanto un muro.”
(Mitch Hedberg)

 

Jovanotti

Posted in Uncategorized by federico baccomo "duchesne" on 21 gennaio 2015

In occasione dell’uscita del nuovo album di Jovanotti, mi piace pubblicare qui sotto un piccolo brano – uno degli intermezzi giocosi – tratto da Peep Show, in cui il protagonista del romanzo incontra una versione caricaturale del cantante.

Jovanotti-1*
“Jovanotti dal vivo è più alto di quanto immaginassi. Abbiamo appuntamento in Corso Buenos Aires davanti al negozio della Puma da cui esce accompagnato da un paio di commessi carichi di borse piene di abiti sportivi. Mentre i commessi caricano le borse nel bagagliaio, Jovanotti si intrattiene con una piccola folla che gli si stringe intorno. Firmata una dozzina di autografi, salta sulla limousine e ci avviamo verso il Forum di Assago, dove tra un paio di giorni terrà il primo di sei concerti che hanno già registrato il tutto esaurito.

***

«Posso chiederti un parere?»
«Se posso esserle utile.»
«Sto scrivendo il testo di questo pezzo nuovo.»
«Sì.»
«Qualcosa di pazzesco, ritmato, violento.»
«Sì.»
«Una di quelle canzoni che fanno venire giù lo stadio.»
«Sì.»
«Ecco, ho bisogno che tu mi dica una tragedia.»
«In che senso una tragedia?»
«Una tragedia, un dramma, qualche problema grosso che ti coinvolga particolarmente. Sto cercando il tema della canzone. Muovere i piedi, ma anche il cervello. Fare divertire ma, nello stesso tempo, fare pensare. Utilizzare il potere della musica per veicolare un messaggio. In una parola, sensibilizzare la gente. E puoi stare sicuro, primo posto in classifica. No, scherzo, l’importante è sensibilizzare. Comunque sicuro, primo posto in classifica. Ma la cosa fondamentale è sensibilizzare. Comunque, primo posto.»
«Una tragedia…»
«Anche un’ingiustizia, una catastrofe naturale, una disgrazia. Cose tristi.»
«Abusi sui minori?»
«Abusi sui minori, non si può. Ci si è già buttato Ligabue, singolo di lancio del prossimo album, circola già un comunicato stampa.»
«Vedove di guerra?»
«Troppo specifico.»
«Palestina? Terremoto? Diritti degli omosessuali?»
«Già visti, già sentiti. Guarda, va bene anche una malattia se preferisci.»
«Sclerosi?»
«Difficile da rimare.»
«AIDS?»
«Anni ottanta.»
«Tumore?»
«Sempreverde, ma abusato.»
«Magari circostanziandolo un po’.»
«Circostanziandolo come?»
«Non lo so. Alle ovaie, per dire.»
«Alle ovaie, fammici pensare…»
«Fa paura, coinvolge le donne.»
«Continua.»
«Si può donare una parte dei proventi alla ricerca.»
«Questo aiuterebbe la classifica. Poi?»
«Facile da rimare.»
«Facile da rimare?»
«Be’, tumore… fiore, cuore, amore. Lì è proprio la base del rimario.»
«E l’ovaia?»
«L’ovaia, che ne so: massaia, vecchiaia, migliaia…»
«Papaia!»
«Papaia, anche, perché no?»
«Calzolaia, fioraia, macellaia, portinaia, ci sono tutti i lavori, potrebbe venir fuori un inno universale.»
«Vede che le idee fluiscono.»
«Sai che forse forse…»
«Dice che può funzionare?»
«Certezze matematiche in questo campo non ce ne sono. Però, un bel giro di basso, un tunz tunz tunz di quelli rabbiosi, un ritornello killer, non so, adesso dico la prima stupidaggine che mi viene in mente, tumore non ci fermerai no tu non ce la farai, e mi sembra ci siano tutti i margini per il successo.»
«Può darsi.»
«Un grande successo.»
«Magari aggiustando il ritornello.»
«Naturalmente, era solo una suggestione, un concetto iniziale, ma sento già l’energia dell’ispirazione, che poi è semplicemente l’eccitazione di chi sa che sta per fare del bene al prossimo.»
«Potrebbe anche dare tutto il ricavato in beneficenza.»
«Non credo ci sia bisogno di arrivare a tanto. Ma sono d’accordo con te: ricordiamoci sempre della beneficenza. Tu non hai idea di quanto io ami fare la beneficenza, si può dire quasi che sia la cosa che amo di più. Sentirmi appagato da quel donare in modo rigorosamente anonimo, il modo di chi resta nascosto e si riempie il cuore solo nel vedere l’effetto che fanno le sue buone azioni. Ragazzi, la beneficenza, niente che riesca a darmi la stessa soddisfazione.»
«È bello da parte sua.»
«E poi magari, ecco che improvvisamente qualcuno scopre che sono stato io.»
«Scoprono che è stato lei?»
«Improvvisamente.»
«Ma come fanno a scoprirla se è rimasto rigorosamente anonimo?»
«Una telefonata ai giornali. Anonima anche quella.»

(Peep Show – pagg. 139-142)

*

(Per leggere alcuni degli altri episodi: QUI quello con Benigni, QUI quello con Baricco, QUI quello con Rosy Bindi, QUI quello con Laura Pausini)

Il commento

Posted in Uncategorized by federico baccomo "duchesne" on 18 gennaio 2015

Sto leggendo tanti commenti relativi alla vicenda del rapimento di Greta Ramelli e Vanessa Marzullo, e la ricorsività di temi e argomenti di alcune persone mi ha suggerito l’opportunità di regalare loro un commento preconfezionato che possano copiare e incollare per poi tornare subito a controllare la cottura del risotto.

***

“Cioè, allora, io non voglio dire che se la sono cercata, non mi permetterei mai, ma, per la mia opinione, cioè obiettivamente, un pochino se la sono cercata, perché dai, è proprio una cosa che è ovvio che uno non se lo cerca di essere rapito, solo un pazzo, ma se ci sono paesi come la Siria che sono all’avanguardia nell’industria del rapimento, e tu ci vai di tua spontanea volontà, e poi ti rapiscono, allora scusatemi la franchezza, ma è come se te la cerchi veramente, perché diciamo le cose come stanno, se uno rimane a casa sua nessuno viene a rapirti, a meno che entrano dentro casa forzando proprio le serrature con qualche strumento, e allora sono il primo a dire poverette, ma anche lì, bisogna vedere caso per caso, perché se hai la porta di ingresso non blindata, di quelle che basta un colpo per buttarle giù, allora, anche lì, te la vai un po’ a cercare che uno ti entra in casa e ti rapisce, e magari, dico per ipotesi, ti porta addirittura in Siria, ma non è questo il caso, queste due tra virgolette “volontarie” (volontarie del rapimento, mi verrebbe da dire, è solo una battuta, non voglio offendere nessuno, #jesuischarlie), queste due volontarie a casa magari avevano pure le porte blindate di marca Italserramenti di classe 3 con il nottolino antitrapano ma poi a che cosa ti serve pagare fior fior di migliaia di Euro compresa la manodopera per l’installazione se vai a metterti in pericolo da sola?, stai a casa tua, no?, come la minigonna, non è che mi permetto di dire che se ti metti la minigonna e poi ti stuprano, allora te la sei cercata, ma se ti metti la minigonna, e poi vai a fare un giro in posti pericolosi e bui, ma non di quel buio che non si vede niente, no, quel buio che lascia comunque un po’ di luce al delinquente che si accorge subito che indossi la minigonna, vabbé, ma allora di che cosa stiamo parlando?, è ovvio che vieni stuprata, e non voglio dire che fanno bene, perché nessuno fa bene a stuprare, è un gesto davvero sgradevole che io condanno senza se e senza ma, però in quel caso te lo devi aspettare, per cui, se una vuole stare tranquilla, secondo me, chiama la Italserramenti e poi se ne sta a casa sua, pure con una minigonna molto corta. Anche perché noi paghiamo le tasse.”

balloon-hi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: