Come si pronuncia Duchesne?

Città

Posted in Uncategorized by federico baccomo "duchesne" on 9 dicembre 2014

Lo strillo di un uomo che da qualche parte si fa gettare dalla finestra le chiavi dell’auto arriva come un avvertimento, l’eco di tutte le voci che stanno nascoste dietro a quelle finestre chiuse. Voci insignificanti, voci senza importanza, voci di gente che non conta nulla. La cantilena di mogli deluse, di mariti rassegnati, di ragazzi che impennano davanti ai supermercati e di ragazze che ballano tutte le sere, il piagnisteo dei fallimenti, delle frustrazioni, di enormi fatiche e di minuscole soddisfazioni, e c’è quello che racconta di quando era sul traghetto in mezzo al nulla ma il suo telefono lo geolocalizzava a Cantù, e quella che assicura che con il tizio non si sentono da mesi, e uno dice che alla fine sono sempre gli stessi a pagare, e un altro che può anche metterci le mani ma lì si fa prima a sostituire tutto l’impianto, e Piero è stato trovato che rubava nel cantiere, e questa sera tu da qui non esci se prima non hai fatto i compiti, e c’è stato un riflusso di acque dalla rete fognaria, danni per centinaia di euro, e se non stai zitta te ne arriva un altro, e per una macchina così, anche solo farci un giro, non lo so quello che darei, e nella rastrelliera tutte le biciclette non ci stanno quindi me ne frego e continuo a legarla alla grata, e ho sentito che la moglie lo difende, nega, nega tutto, e quella è la loro cultura, c’è poco da fare, integrarsi non si integrano, e Francesco l’hanno lasciato a casa dal lavoro, l’ho visto piangere in auto, e te lo dico io, quella c’ha il pene tra le gambe, nemmeno piccolo se vuoi il mio parere, e ormai non è più lucida, aspettiamo ancora qualche giorno poi diciamo al dottore di staccare tutto, e la Vespa ci conviene venderla, due lire fanno sempre comodo, e io sono il primo a dire che sono fatto male ma un altro bambino non ce lo possiamo permettere, e non me ne frega un cazzo che è tua madre, a Natale quella non ci mette piede qua dentro, e i soldi dove li trovo?, dove li trovo?, e t’ho detto di non guardarmi, stringi il laccio e poi girati, girati, e la zia sta un po’ meglio, ha smesso di vomitare, e io un pompino sono disposta a fartelo ma solo dopo che ho finito di stendere i panni, e ne usciremo, in qualche modo ce la faremo, te lo giuro, e padre nostro che sei nei cieli sia santificato il tuo nome venga il tuo regno, e non ci si sente più sicuri, extracomunitari, mafiosi, poveri, che cosa è diventata questa città?

(da Peep Show – pagg. 70-71)

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