Come si pronuncia Duchesne?

Lettura

Posted in Uncategorized by federico baccomo "duchesne" on 30 dicembre 2014

QUI, sul blog di Matteo B. Bianchi, rispondo, insieme a molti altri autori, a un questionario sulla lettura.

Che genere leggi di più (narrativa, saggistica, poesia)? Di solito leggi libri del genere che tu stesso scrivi? In cosa è differente la tua esperienza di lettura quando leggi qualcosa al di fuori del genere che scrivi?

Leggo soprattutto narrativa, romanzi e racconti. Non saprei bene definire il genere delle storie che amo leggere e di quelle che amo scrivere, ma mi sembra che stiano in due categorie un po’ diverse. In quello che leggo con maggior piacere noto che c’è sempre una qualche specie di mistero, in tutte le forme con cui si può raccontare un mistero, da Borges a Stephen King; in quello che scrivo di misteri mi sembra ce ne siano pochi. Forse, se dovessi fare una previsione sulla direzione che prenderà la mia scrittura, credo che queste letture finiranno per farmi perdere un po’ di questo realismo a tutti i costi, per guadagnare un po’ in magia.

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Eremita

Posted in Uncategorized by federico baccomo "duchesne" on 27 dicembre 2014

“L’eremita è la persona a cui il giudizio della società sta più a cuore.”
(Marcel Proust)

Già tardi

Posted in Uncategorized by federico baccomo "duchesne" on 26 dicembre 2014

Si vede – Enzo Jannacci

Si vede, sull’unico spiazzo semi-erboso che c’è rimasto nel mio rione, dalla ringhiera del garage, si vede una 500, brutta, di un colore citrino, ancora più brutta per i riflessi che oggi le dà il cielo, non allineata, chissà perchè.

Si vede una processione di calze e mutande, ma lavate, si vede la gru che oscilla verso me, chissà perchè si è fermata.

Si vede la sterpaglia muoversi, sussultare, quando la pioggia picchia più forte, chissà se le fa male, chissà se le fa male.

Si vede un uomo, appoggiato al balcone, togliersi il mozzicone, buttarlo fuori, ma male, chissà cosa pensa, mah, penserà poi se è vero che fumare fa male.

Ed è già tardi, e sei sempre in ritardo, e mi vieni incontro con un ombrello che non è quello che ti ho regalato io.

Anche da lontano si vede, anche da lontano si vede, anche da lontano si vede, che non mi vuoi più bene.

Consiglio

Posted in Uncategorized by federico baccomo "duchesne" on 24 dicembre 2014

“Un consiglio per chi è ancora al lavoro: se vi dovessero sorprendere che state dormendo alla scrivania, alzate lentamente la testa e dite: …ma liberaci dal male, amen.”
(David Letterman)

Feedback

Posted in Uncategorized by federico baccomo "duchesne" on 23 dicembre 2014

“I rivenditori online devono smetterla di tempestarmi per avere un “feedback”. Sono un cliente, non qualcuno che vi siete appena portati a letto. “Com’è stato? Positivo? Soddisfatto?” Shhhh. Limitiamoci a star sdraiati, senza dire una parola.”
(Bill Maher)

Wow

Posted in Uncategorized by federico baccomo "duchesne" on 22 dicembre 2014

“Un sacco di volte, quando stai per cominciare un progetto, pensi: Non ce la farò mai a finirlo. Ma poi, ecco che ce la fai, e pensi: Wow, non ne valeva neanche la pena.”
(Jack Handey)

Di preciso

Posted in Uncategorized by federico baccomo "duchesne" on 21 dicembre 2014

“Il mio segnale preferito è Pericolo caduta massi. Di preciso, che cosa ci si aspetta che io faccia con questa informazione? Tanto vale piazzare un cartello con la scritta La vita è una lotteria. Buona fortuna.”
(Jimmy Carr)

Dieci anni

Posted in Uncategorized by federico baccomo "duchesne" on 20 dicembre 2014

“Dopo dieci anni di terapia, il mio psicologo mi ha detto qualcosa che mi ha fatto scoppiare a piangere. No hablo italiano.”
(Dennis Wolfberg)

Rinoceronte

Posted in Uncategorized by federico baccomo "duchesne" on 19 dicembre 2014

Sei giorni sono pochi

Diciamolo,
il rinoceronte cos’è?
Non gli è riuscito
bene.
(In sei giorni non si può far tutto)
È brutto!
E la giraffa?
Con la schiena che va in salita?
E la jena
con quelle gambette
cortine, cortine dietro
mentre il canguro
ce l’ha troppo lunghe?
La frettaaaa!
Ecco il guaio.
Eppure aveva tutta
l’eternità avanti a sé,
per far con comodo
un paio
d’universi, se voleva.
Non parliamo dell’ippopotamo.
Se io fossi
l’ippopotamo bestiemmerei.
Ma che si tratta così
una creatura?
La natura
non dovrebbe andare a simpatie.
La colomba, il leone,
la donna, li ha fatti
abbastanza bene
ma il rinoceronte!
Io credo che il “naso”
dell’elefante
l’abbia fatto senza convinzione
lo stesso giorno
del collo della giraffa
e della lingua
del formichiere.
Voleva fare una cosa lunga
ma non aveva
le idee chiare.
Poi gli venne fuori il serpente.
Ecco quello che voleva,
quello che aveva in mente!
Sei giorni insomma
sono pochi
per tutto un universo
e tu povero rinoceronte
ci sei andato di mezzo.
Consolati
pensando a questo qua:
la foca non l’ha finita
e il pinguino
l’ha lasciato a metà.

(Marcello Marchesi Il Dottor Divago)

Sul serio

Posted in Uncategorized by federico baccomo "duchesne" on 18 dicembre 2014

Non sono riuscito a vedere lo spettacolo di Roberto Benigni. Ho cercato qualche opinione in rete e mi sono imbattuto in quello che pare il link più condiviso, tantissimi like, tantissimi commenti, tantissime discussioni: QUESTO.

Io, per quanto mi riguarda, ho deciso di arruolarmi nell’Isis. Sul serio.

Leggendo, mi son chiesto come mai questa critica molto negativa riscuotesse tanto consenso. Poi ho smesso di farmi domande, sono arrivato alla frase – credo voglia essere una battuta – con cui l’autore chiude il suo articolo così ferocemente critico.

Io, per quanto mi riguarda, ho deciso di arruolarmi nell’Isis. Sul serio.

Dal pezzo, devo ammettere, non ho capito molto di cosa sia stato lo spettacolo di Benigni. L’autore probabilmente intendeva parlare a un lettore che lo spettacolo l’aveva visto (e che non l’aveva amato), e a questo lettore intendeva rivolgere il suo iperbolico sfogo. Iperbolico ma, mi sembra, un po’ poco incisivo, visto che poi, al di là di alcune asserzioni magari corrette ma (per chi come me non ha visto lo spettacolo) purtroppo non motivate, al di là di qualche piccola concessione alla pancia (penso al riferimento al budget, anche se credo volesse riferirsi al cachet), al di là di tutto questo ho la sensazione che, alla fine, non contenesse molto di più.

Io, per quanto mi riguarda, ho deciso di arruolarmi nell’Isis. Sul serio.

A parte questa battuta.

Io, per quanto mi riguarda, ho deciso di arruolarmi nell’Isis. Sul serio.

Questa battuta – ma forse sono io a essere troppo severo (quanto prendo seriamente la comicità, è qualcosa che non finisce di stupirmi) – questa battuta mi ha fatto storcere la bocca. Non mi ha fatto ridere, anzi, m’è parsa una gran brutta caduta, l’ho trovata sciocca, e anche sgradevole, e rozza, e volgare, e squalificante, e fuori contesto, in una parola, brutta. All’inizio. Poi dopo no, dopo mi è parsa utile. Utile, per tutte le volte che sono pigro e mi viene da pensare che sia facile e mi scordo di quanto pensiero e quanta dedizione ci vuole per mettere su, ad esempio, uno spettacolo su un tema sensibile e delicato come Dio, mettendosi in gioco, rischiando addirittura di essere banali e noiosi, ma senza mai inciampare in gran brutte cadute, senza mai uscirsene con qualcosa di sciocco, e anche sgradevole, e rozzo, e volgare, e squalificante, e fuori contesto, in una parola, brutto come:

Io, per quanto mi riguarda, ho deciso di arruolarmi nell’Isis. Sul serio.

Per tutte le volte che mi dimentico che bisogna impegnarsi.

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