Come si pronuncia Duchesne?

Tre o quattro

Posted in Uncategorized by federico baccomo "duchesne" on 31 ottobre 2014

“Io credo di avere solo tre o quattro amici, ma sui quali posso contare, e tra noi non ci siamo mai fatti delle confidenze. Credo che faccia parte della nostra amicizia, il non farci confidenze. L’uno non sa mai nulla delle circostanze dell’altro.”
(Jorge Luis Borges)

Alessandro Baricco

Posted in Uncategorized by federico baccomo "duchesne" on 29 ottobre 2014

In occasione dell’uscita quest’oggi del nuovo libro di Alessandro Baricco, pubblico qui sotto un piccolo brano (uno tra gli intermezzi più giocosi, quelli in cui fanno capolino una serie di personaggi pubblici) tratto da Peep Show, in cui proprio lo scrittore appare in uno scambio con il mio protagonista, Nicola, che si trova a fargli da autista.

alessandrobaricco

Alessandro Baricco si fa trovare davanti alla Stazione Centrale seduto sul trolley. Scendo dalla limousine, mi scuso del ritardo e corro a infilare la valigia nel bagagliaio, mentre lui, senza dire una parola, segue l’operazione con gli occhiali neri abbassati sul naso, un sopracciglio alzato e l’espressione di chi vorrebbe colpirmi violentemente ma si chiede a che cosa servirebbe, continuerei a esistere, ci vorrebbero soluzioni più definitive.

***

«Vai più piano.»
«Più piano di così?»
«E fai strade laterali.»
«Però poi mi sa che arriviamo in ritardo.»
«Dobbiamo arrivare in ritardo.»
«Dobbiamo?»
«Naturale che dobbiamo. S’è vista mai la presentazione di un grande scrittore cominciare in orario? No. Il pubblico vuole attendere, è lì fondamentalmente per quello, vuole sentirsi parte di un contesto di suspense, una splendida atmosfera di avvento. È nella natura dell’adorazione attendere, che si tratti del Messia o del nuovo modello di iPhone.»
«No, glielo dico perché quelli della Feltrinelli si sono tanto raccomandati. Fanno presente che alle venti poi loro devono chiudere, hanno già avuto problemi con i sindacati.»
«Io ti parlo di adorazione, tu mi parli di sindacati.»
«Le riferisco solo che cosa mi hanno detto.»
«Ma quando è successo che il mondo ha preso questa piega? Da quando i grandi scrittori sono soggetti alle circolari della CGIL? Da quando i grandi scrittori sono, che ne so, obbligati a mettere i bollini verdi della revisione della caldaia? Perché, che tu ci creda o no, sono venuti a dirmi anche questo, i signori ispettori: Dottor Baricco, lei è tenuto alla manutenzione e alla revisione annuale della caldaia come tutti, è una faccenda di sicurezza, oltre che di ottimizzazione dei consumi.»
«Una scocciatura. Però alla fine si tratta giusto di una volta all’anno.»
«Come tutti, hanno detto. Come tutti chi? Dostoevskij metteva forse i bollini alla caldaia? Fitzgerald metteva i bollini alla caldaia? Shakespeare?»
«Credo sia una faccenda di ordinanze.»
«Settecento euro di sanzione amministrativa. E La Repubblica che si rifiuta di pubblicare la mia lettera aperta.»
«Ripeto, credo ci siano proprio delle ordinanze da rispettare.»
«Però vedi che se la stessa lettera la scriveva Dostoevskij, o Fitzgerald, o Shakespeare, altro che pubblicarla, la piazzavano proprio in prima pagina, con tanto di fotina sotto. Già me lo vedo Dostoevskij, con la sua bella barbona, la faccia tutta ingrugnita. E i critici ad applaudire, bravo, bravo, ma che prosa, ma che vivacità, ma che ispirazione.»
«Non starei ad ascoltare i critici.»
«Ma è proprio il sistema che è sbagliato. Questo culto degli antichi è completamente ingiustificato. Facciamola finita una volta per tutte, abbattiamo i simulacri, liberiamoci di un passato che s’è fatto pesante, accademico, polveroso, cominciamo ad avere più rispetto per i moderni. Vuoi sapere come stanno veramente le cose? Te lo dico io, come stanno. A furia di stare sulle spalle dei giganti, noi siamo cresciuti, e quelli, i giganti, si sono ingobbiti. Dostoevskij ha rotto i coglioni. Ha. Rotto. I. Coglioni. Dobbiamo avere il coraggio di dirlo: Dostoevskij, hai rotto i coglioni. Se ora Dostoevskij venisse qui da me, seduto lì dove sei seduto tu, sai che cosa gli direi?»
«Che cosa gli direbbe?»
«Fëdor, hai rotto i coglioni!»
«Giusto, avrei dovuto aperlo.»
«E lascia pure che si metta a protestare, a fare la voce grossa. Che c’è, Fëdor? Non ti sta bene? Vuoi picchiarmi? Dai, vieni avanti, fatti sotto, non mi fai paura, te lo ripeto: hai rotto i coglioni, hai capito? Mi hai rotto i coglioniiiiiii!»
«Sta piangendo?»
«Ma perché non riescono a vedere quanto sono grande?»

(da Peep Show – pagg. 165-167, Marsilio)

105

Posted in Uncategorized by federico baccomo "duchesne" on 28 ottobre 2014

QUI, Chiara Beretta Mazzotta inserisce Peep Show tra i suoi #bellissimi.

È un romanzo sull’esistenza, sul senso della vita e della morte, che ci racconta di una società carogna popolata da untuosi agenti, donne in vendita e grettezza. Una storia per chi, nonostante tutto, è ancora – e sempre – curioso di sapere come andrà a finire.

Il primo pirata della storia

Posted in Uncategorized by federico baccomo "duchesne" on 28 ottobre 2014

napster

“Ogni anno, nel corso della sua lezione di Introduzione alla Musica, il professor Jan Steiner raccontava alle sue matricole la storia di come il Vaticano avesse tentato di mantenere segreto il Miserere di Allegri, rifiutando perfino di mostrarne la partitura, ma insistendo che, per godere appieno dell’aura mistica del pezzo, fosse necessario recarsi a Roma e pagare fior fior di quattrini. E il protezionismo funzionò fino a che il quattordicenne Mozart, a Roma per un concerto, lo trascrisse a memoria alla perfezione, liberandolo perché fosse rappresentato ovunque. E ogni anno, Jan Steiner otteneva che le sue matricole applaudissero il primo pirata della storia.”

(Richard Powers – Modulation)

Altre risposte

Posted in Uncategorized by federico baccomo "duchesne" on 18 ottobre 2014

QUI, rispondo ad alcune domande su PEEP SHOW.

C’è qualcosa di banalmente e profondamente umano nel ridere delle disgrazie altrui?

Ridere delle disgrazie altrui mi sembra il modo migliore per mettere alla prova il nostro grado di empatia. Non mi piace che si rida del tizio che scivola e sbatte a terra, mi piace che si rida della disgrazia che nasce da un errore colpevole, da una cattiveria, o anche solo da un’illusione sbagliata, perché è un riso che fa tremare, è il riso di chi spera di essere al sicuro e sa che così non è.”

Roma

Posted in Uncategorized by federico baccomo "duchesne" on 16 ottobre 2014

Recensioni II

Posted in Uncategorized by federico baccomo "duchesne" on 15 ottobre 2014

QUI e QUI, un paio di interviste a proposito di PEEP SHOW (e QUI e QUI le relative recensioni). È sempre difficile parlare di un libro, usare parole diverse da quelle che sono state usate per scriverlo è una contraddizione non sempre affascinante, ma si cerca comunque di aggiungere ogni volta qualcosa.

È più interessante per te raccontare un antieroe, un eroe imperfetto e comune?

Nicola è un personaggio che definire squallido non sarebbe poi sbagliato. Non è cattivo, ma si comporta da cattivo, non è stupido, ma si comporta da stupido, non è egoista, ma si comporta da egoista. È un amante ferito, sia dalla vita che da una donna, e, come ogni amante, è uno che ha perso lucidità, sragiona, si comporta in un modo che suscita rabbia, pena, e mille altri sentimenti che nessuno di noi vorrebbe suscitare negli altri. Eppure, volenti e nolenti, spesso siamo anche cattivi, stupidi, egoisti, e pure ridicoli, patetici, disperati, terrorizzati, ecc. ed è in queste pieghe che cerchiamo di spianare che mi piace cercare i miei personaggi. Non saprei spiegare perché, mi sembra siano in qualche modo più “degni” di un personaggio che ci fa dire: “Oh, come vorrei essere lui” e che, poi, ci lascia come Woody Allen che, di fronte ad Humphrey Bogart, dice: “Ma chi voglio prendere in giro, io non sarò mai come lui.”

Recensioni

Posted in Uncategorized by federico baccomo "duchesne" on 7 ottobre 2014

Mi piace segnalare QUI e QUI un paio di recensioni a PEEP SHOW: in entrambi i casi gli estensori sono amici, questo li pone in quella particolare condizione per cui ogni parola sta lì a lottare tra l’affetto e l’etica, e il risultato, mi sembra, finisce per possedere una sorta di vitalità che a volte pare un po’ assente nelle recensioni più, per così dire, classiche.

hand-drawn-3d-stereographic-gifs-by-dain8-dain-fagerholm-1

Libreria

Posted in Uncategorized by federico baccomo "duchesne" on 1 ottobre 2014

Da oggi, PEEP SHOW (qui e qui, un paio di recensioni appena uscite) è in libreria. Vorrei dire parecchie cose ma non saprei davvero da dove cominciare. Per ora, mi limito a dire che per me l’uscita di questo romanzo è proprio come un figlio che viene al mondo: mi sembra che mi somigli, mi dà gioia e ansia, e tutti gli amici intorno fingono che sia bellissimo.

numero2

 

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: