Come si pronuncia Duchesne?

150 cose

Posted in Uncategorized by federico baccomo "duchesne" on 2 marzo 2012

Su GQ di marzo c’è una mia lista di 150 cose da fare, cito testualmente, “affinché la vita abbia senso“, con la quale, quanto a titoli teatrali, posso dire di aver stracciato anche Il Giornale.

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7 Risposte

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  1. Giusi Meister said, on 2 marzo 2012 at 1:55 am

    E lasciarne qualcuna non fatta per lasciare intatto proprio il senso?.

  2. federico baccomo "duchesne" said, on 2 marzo 2012 at 3:35 am

    Son d’accordo con te, Giusi (e nella lista, questa cosa, dovrebbe venire fuori alla fine).

  3. Giusi Meister said, on 2 marzo 2012 at 9:30 pm

    Insomma devo comprare GQ:) Comunque 150 son davvero tantissime, per me e le mie esigenze, almeno. Posso chiedere perché proprio questo preciso numero?.

  4. federico baccomo "duchesne" said, on 3 marzo 2012 at 3:45 am

    È il 150esimo numero di GQ, mi hanno chiesto di provare a celebrarlo così.

    A dire il vero, io ne avevo scritte 151 (l’ultima: “Non limitarsi mai, nemmeno in una lista” aveva un po’ lo scopo di lasciare intatto il senso, come dici nel tuo primo commento), ma nell’editing finale ho visto che ne hanno tagliata una per tenere il numero perfetto, così la n. 151 è diventata la n. 150 e non so più se si capisce bene cosa intedessi, credo di sì.

    P.s.=Anche a me, all’inizio, son sembrate tantissime, poi, quando s’è trattato di ordinare gli appunti, ho scoperto che ne avevo buttate giù più di 400, il problema è stato selezionarle, ordinarle, tagliarle, insomma metterci un po’ di ordine.

    P.p.s.=Di solito gli articoli che pubblico su GQ non li posto sul blog, però in questo caso, appena il numero esce dall’edicola, mi piacerebbe provare a mettere la lista anche qua.

  5. Giusi Meister said, on 3 marzo 2012 at 11:16 am

    Buongiorno e grazie per la risposta!:)
    Davvero io non riuscirei ad arrivare a 400…per me sarebbe come mettermi i guanti e iniziare una dissezione degli sguardi, e in definitiva, anche una ammissione a cuore freddo di profonda infelicità.
    Scusa eh, ne sto facendo un caso nazionale, però una lista di così tante cose non semplicemente da vivere, ma addirittura da fare (che parola impegnativa ‘fare’) per trovare, alla fine, un senso è abbastanza…come dire? Impegnativo? Destabilizzante? Infantile? Inquietante? Inutile? Divertente?. Non so, suscita diverse considerazioni.
    Buon weekend!:)

  6. federico baccomo "duchesne" said, on 3 marzo 2012 at 2:36 pm

    Credo dipenda dalle intenzioni, io l’ho scritta in modo molto giocoso (per dire, compare anche “Dire a Natalie Portman: dimenticami, è meglio per tutti e due”), e come tutte le liste in fondo mi sembra solo un modo per raccontare qualcosa di molto più ampio. Qualche tempo fa è uscito in Italia un libro di liste, Enciclopedia capricciosa di tutto e di niente, di Charles Dantzig. In una sorta di prefazione Dantzig dice:

    “Una lista mi sembra interessante nella misura in cui è incompleta e non fornisce spiegazioni. E’ il lettore a integrarla e a concluderla, se ce n’è bisogno. Per quanto mi riguarda, più il tempo passa, meno tendo a concludere. Concludere significa dare un taglio netto. E chi mai passerà di nuovo dove si è abbattuta la scure? Nel vago, in un soffio di vento, nel tremolio del sole, è possibile sorprendere una polvere incantata che ci condurrà dove mai avremmo pensato di andare. Una lista non potrebbe essere una teca per farfalle vive?”

  7. Giusi Meister said, on 3 marzo 2012 at 2:45 pm

    Infatti era una riflessione sul rapporto tra compilare una lista e dare un senso all’esistenza. L’unico vero modo di affrontare una cosa di questo tipo è giocarci, non mi immagino davvero come potrebbe essere proposta una enumerazione di questo tipo con intenzioni serie.
    L’estratto del libro di Dantzig, che non conoscevo, è splendido, e senz’altro sarà tra i prossimi che leggerò.Grazie davvero per il suggerimento.
    Adoro l’immagine della teca per farfalle vive…e personalmente a Keanu Reeves io direi: ”Lascia stare la scelta tra pillola rossa e pillola blu. La libertà di scelta è sopravvalutata. Prendi me e punto!”:))


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