Come si pronuncia Duchesne?

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Posted in Uncategorized by federico baccomo "duchesne" on 5 luglio 2011

Come giustamente mi fanno notare Annalisa e Paola nei commenti, due righe di circostanza ogni tanto van scritte.

E allora segnalo la rivista Satisfiction, in distribuzione gratuita in tutte le Librerie Feltrinelli, tra le cui recensioni soddisfatti o rimborsati ce n’è una molto bella a LA GENTE CHE STA BENE a firma di Gabriele Romagnoli. Sulla rivista trovate anche parecchi inediti d’autore.

Segnalo anche che STUDIO ILLEGALE, il tascabile, è arrivato alla seconda edizione, quel libro non smette di sorprendere. A ottobre/novembre dovrebbe anche uscire in Bulgaria.

Metto qui sotto un piccolo regalo per chi non ha rinunciato e continua, nonostante la mia indolenza, a visitare queste pagine. Si tratta di una scena tagliata da LA GENTE CHE STA BENE, avrebbe dovuto far parte della lunga intervista a Giuseppe nel capitolo 6.

«Ecco, a proposito di ritmi di lavoro e successo, cosa ne pensa di “Studio Illegale”

Gratto via una piccola macchia scura dal muro.

«Studio Illegale» ripete il giornalista. «Dico bene?»

«Un gioco di parole infantile.»

«Parlo del romanzo.»

«Un titolo infantile di un libro infantile. E infantile è l’atteggiamento di chi l’ha scritto.»

«È un libro che racconta, anche polemizzando se vogliamo, il vostro mondo, quello dei grandi avvocati d’affari. Si dice che l’autore fosse un suo discepolo.»

Tiro su le veneziane e la stanza è invasa dalla luce. «Eheheh. Rido perché mi viene in mente il buon Esopo e la sua uva. Ecco, qui siamo di fronte a volpi impiegatizie. Gente che sputa nel piatto dove avrebbe voluto mangiare…»

«Tuttavia, c’è un fondo…»

«…e non c’è riuscita.»

«…di verità.»

«No, per piacere, non mi parli di verità. Voglio farle un esempio concreto. Me lo sono segnato, tanto lo sapevo che ci saremmo arrivati.» Torno alla scrivania ed estraggo un foglio da una cartellina. «Studio Illegale, Marsilio Editori, pagina ventitre. Leggo testuale: “e a me piace immaginare quest’uomo” – che poi dovrei essere io – “salire sulla sua Mercedes SLK nera, voltarsi verso i” – ora ascolti bene – “sedili posteriori e chiedere” eccetera eccetera.» Allungo le braccia in avanti, con un piccolo scatto, e faccio uscire i polsini della camicia dalle maniche della giacca. «A questo punto io la invito a fare un giro sulla mia SLK, guiderei io, sono un po’ geloso di queste cose, ma vorrei che lei venisse a vedere, di persona. A parte che non è nera, ma blu notte scuro», faccio una pausa e, alzando il tono della voce, esclamo: «Ma soprattutto di sedili ne ha due, du-e. Altro che i sedili posteriori, non ci sono sedili posteriori sulle SLK, non li fanno. Chiami la Mercedes, se lo faccia dire da loro. Due sedili, le SLK. E allora che credibilità si può dare a uno che scrive questa roba?»

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