Come si pronuncia Duchesne?

Rischi

Posted in Uncategorized by federico baccomo "duchesne" on 24 novembre 2009

Scrivendo Studio Illegale – il blog e il libro – all’inizio ho avuto diverse difficoltà a tenere fermo il personaggio. Avevo in mente fin dall’inizio come sarebbe dovuto essere Duchesne (o Andrea Campi), eppure, spesso, finiva che lo ricalcavo su quello che ero io, gli mettevo in bocca frasi mie, lo vestivo di miei atteggiamenti. Poi, un po’ per coerenza narrativa, un po’ per la questione dell’anonimato, sono riuscito, poco a poco, a rimettere tutto in carreggiata, e far sì che il personaggio uscisse per quello che avevo in mente che fosse, simile a me in tante cose, ma anche molto diverso.

Così, in conclusione, dallo scontro tra i due, è venuto fuori che io gli ho passato un po’ di me, e lui m’ha passato un po’ di sé. Che è un ragionamento un po’ da schizofrenico. Ma, per dire, io non ho mai usato “porca miseria”, che è un po’ l’intercalare tipico di Duchesne (contrapposto al “porco cazzo” di Giuseppe), e oggi è la mia imprecazione principale. Una piccola cosa, taccio delle altre. Insomma, calarsi in panni altrui, per un paio d’anni, qualche effetto lo ha avuto.

Il problema, ora, è quali rischi potrei correre nel continuare a frequentare i panni del personaggio di cui sto scrivendo.

Grossi, direi.

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Per esempio

Posted in Uncategorized by federico baccomo "duchesne" on 21 novembre 2009

Prendiamo Bruno Martino. Autore, tra le tante, della celebre Estate, una canzone che è stata rifatta un po’ da tutti, da Chet Baker a Vinicio Capossela. Quello che, a ragione, si dice un capolavoro.

In questi giorni la canzone s’è arricchita della nuova interpretazione di Giusy Ferreri.

E uno, quando ascolta questo tipo di canzoni, lo fa anche un po’ per perdersi nei suoi pensieri. Per questo sentire un verso come “Estate /sei piena di un amore che è passato”, carico della bellezza del ricordo, che diventa, per errore di chissà chi, “Estate / sei piena di rumore che è passato”, come se fosse solo una questione di marmitta del motorino, ecco, lascia un po’ d’amaro.

Questo pressapochismo, alla lunga, finisce per venire a noia.

Sognadoro…

Posted in Uncategorized by federico baccomo "duchesne" on 18 novembre 2009

Anni

Posted in Uncategorized by federico baccomo "duchesne" on 9 novembre 2009

Leggendo le parole di Giovanardi sulla morte di Stefano Cucchi, mi è venuta in mente una canzone non tanto conosciuta di Adriano Celentano, intitolata La siringhetta.

Comincia così:

Sono le quattro e ho bisogno di un po’ di droga /
Presto mia cara corri a prendere la siringhetta /
Non ce la faccio neanche a parlare.

Mia cara aiutami a spingere /
La siringhetta dentro la venetta /
Così la mente mia vola subito via.

Così dimentico che come uomo non valgo molto /
anzi poco, quasi niente /
se non buco la vena.

E via così, fino a raccontare gli effetti della droga, che vengono sintetizzati bene nel finale, affidato alla voce sensazionalistica di un cronista che dichiara un’edizione straordinaria:

Altre vittime della droga, un uomo e una donna si gettano dal sesto piano credendo di volare.

Fa seguito un’osservazione dell’uomo della strada che dice: “Uè, ma io ho mica capì, come si sono uccisi?” E gli risponde la donna della strada: “Eh, credevano di volare.

C’è una raccolta di strisce di Dilbert intitolata: “Da quando l’ignoranza è diventata un punto di vista?

In Italia, son anni.

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