Come si pronuncia Duchesne?

Le scene tagliate

Posted in Uncategorized by federico baccomo "duchesne" on 27 ottobre 2009

Settimana scorsa guardavo un’intervista a Philip Roth in cui prediceva la fine del romanzo da qui a 25 anni, dichiarandosi addirittura ottimista sui 25 anni. Non può competere, dice, col cinema, tanto per iniziare.

Sabato sono andato a vedere “Bastardi senza gloria”. Da qui in poi, chi non ha visto il film è meglio che non legga oltre.

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SPOILER

Mi è piaciuto, ma non mi ha entusiasmato particolarmente. Mi è sembrato spesso irrisolto, con lunghe scene che preparavano a un qualcosa che, poi, finiva per deludere. Penso, ad esempio, alla scena finale all’interno del cinema, che, come culmine di tutto il film, tra esplosivi e smitragliata, passa via un po’ così, senza un vero coinvolgimento.

Poi oggi ero in Feltrinelli e ho trovato la sceneggiatura originale appena uscita per Bompiani. Mi son seduto sulle poltroncine e ho cominciato a leggerla e quando l’ho chiusa mi è venuto da ridere.

Il fatto è che, nel libro, c’è una scena con Hans Landa che spiega perché non ha ammazzato Shosanna, e poi un flashback con l’Orso Ebreo che compra la mazza da baseball, e poi la spiegazione di come Shosanna diventi proprietaria del cinema, e poi una scena divertente sui basterds in sala, seduti tra i gerarchi, che parlano un finto italiano, e poi una scena della morte di Shosanna completamente diversa, molto più ricca di pathos, lungo un parallelo con quello che sta proiettando lo schermo e la sua lotta disperata, da mutilata e moribonda, per cambiare la pizza del proiettore e dare corso alla sua vendetta, e poi parecchie altre cose. Oltre ad alcuni dettagli minori, ma che caratterizzano il cinema di Tarantino, uno su tutti: dopo la scena dello strudel, la telecamera avrebbe dovuto abbassarsi sui piedi di Shosanna, rimasta sola, immersi in una pozza d’urina, del tutto comprensibile.

Io, di questi tagli/cambiamenti, non sapevo nulla, ma non mi riesce poi difficile capirne i motivi, che credo di non sbagliare se li chiamo “compromessi”, probabilmente necessari, considerato l’investimento che sta dietro a un’opera del genere.

E allora forse, stando così le cose, mi viene da pensare che, nonostante le previsioni di Roth, il Libro, pur con tutti i suoi limiti, può avere ancora parecchio da dire. Il Cinema si prenda pure le storie, al Libro rimangono le scene tagliate, le vicende marginali, i personaggi secondari, gli episodi minori, le divagazioni, il superfluo, quei pezzi della realtà, insomma, che, alla fine, personalmente, a me interessano di più.

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