Come si pronuncia Duchesne?

Manca il fiato

Posted in Uncategorized by federico baccomo "duchesne" on 4 giugno 2009

Sabato prossimo, mi hanno invitato a una maratona di lettura, sul tema del lavoro. Pensavo di essere privilegiato dal fatto di averci scritto un intero libro, sul tema del lavoro, e invece mi sono accorto di non essere in grado di dare una voce a Studio Illegale. Il sospetto mi era già venuto quando, un paio di settimane fa, ad una presentazione, ho letto un “ti offro un caffé”. Avevo la stessa intonazione delle voci che annunciano i ritardi del treno. Con l’erre moscia.

Insomma, ho pensato di cercarmi un autore più leggibile e, in tema di lavoro, mi è venuto in mente questo illuminante passaggio da Revolutionary Road di Richard Yates.

“Allora, qual è il tuo problema, Frank? Ti facevo già in Europa, a quest’ora.”
“Hai voglia di scherzare? April è incinta.”
“Oh, Gesù!”
“No, ascolta: ci sono anche altri modi di vedere una faccenda come questa, Sam. Te ne dico subito uno. Mi serve un lavoro, va bene. Ma non sta scritto da nessuna parte che il lavoro che trovo debba per forza mandarmi in vacca il cervello, no? Vedi, tutto quello che voglio è mettermi in tasca abbastanza quattrini per sbarcare il lunario per un anno o due, finché riesco a organizzarmi meglio, nel frattempo desidero conservare la mia identità. Di conseguenza, ciò che più mi preme di evitare è qualsiasi tipo di lavoro che possa essere considerato a buon diritto ‘interessante’. Desidero qualcosa che non possa assolutamente toccarmi. Vorrei una ditta di quelle grosse, vecchie, ipertrofiche, che abbia continuato a fare soldi nel sonno da cent’anni a questa parte, e in cui debbano assumere otto tizi per ogni mansione, perché da nessuno di loro ci si può aspettare che s’interessi davvero a quella cosa noiosa di cui, almeno in teoria, dovrebbe occuparsi. Io voglio entrare in un’azienda del genere e dire: Sentite, voi potete avere il mio corpo e il mio bel sorriso da universitario per tante e tante ore al giorno per tanti e tanti dollari, ma a parte questo c’ignoreremo completamente. Capito l’antifona?”

Ho provato a leggere la prima frase ad alta voce: Allora, qual è il tuo problema Frank? Ti facevo già in Europa, a quest’ora. John Wayne, sempre con l’erre moscia.

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