Come si pronuncia Duchesne?

Cosa succede quando disattivi il tuo account Facebook

Posted in Uncategorized by federico baccomo "duchesne" on 18 aprile 2014

DISATTIVATO
(Ethan Kuperberg)

facebook-shouts

Hai confermato di voler disattivare il tuo account Facebook. Ricordati, se disattivi il tuo account, i tuoi novecentocinquantuno amici su Facebook non potranno più tenersi in contatto con te. Davide Lovelli sentirà la tua mancanza. Massimo Prevosti sentirà la tua mancanza. Rebecca Famberi sentirà la tua mancanza. Sei ancora sicuro di voler disattivare il tuo account?

Hai confermato di voler disattivare il tuo account. Però, tieni a mente una cosa: se disattivi il tuo account, non potrai più avere accesso agli album fotografici di Rebecca Famberi. Trovo piuttosto interessante che questo non sembri interessarti, considerato che passi almeno un’ora al giorno a guardarli, “Cancun 2012”, “Mio compleanno”, “Mio compleanno II”, “Primi piani”… Vedi, se disattivi il tuo account Facebook, non potrai  vedere mai più la foto “Bikini nel mar morto”, lo sai?

Hai confermato di voler disattivare il tuo account. Ehi, mi sono appena ricordato una cosa – sai chi altro potrebbe sentire la tua mancanza su Facebook? La tua ragazza, Sara Verne. Hai presente, la ragazza con cui stai da quasi tre anni? Quella con cui sei taggato in cinque delle sue sette foto profilo? Proprio lei, Sara Verne potrebbe sentire la tua mancanza. Probabilmente disattivare il tuo account non è poi così una buona idea, che dici?

Hai confermato di voler disattivare il tuo account. È buffo, sai – passi molto più tempo a guardare le foto di Rebecca Famberi di quanto ne passi a guardare quelle di Sara Verne, la tua ragazza. Un sacco di tempo in più. Anche se frequenti Sara Verne. Così, volevo solo fartelo sapere, che ho tutte queste informazioni registrate. Se ne stanno lì belle tranquille nei nostri server. Chi sa che cosa potrebbe succedere quando le cose vengono disattivate. Probabilmente niente, ma vuoi davvero correre il rischio?

Penso che tu abbia accidentalmente confermato di nuovo di voler disattivare il tuo account. Perché non facciamo un passo indietro e ci dimentichiamo che tutto questo sia successo? Per questa volta te la faccio passare.

Sai com’è questa tua decisione di disattivare il tuo account? È impulsiva. Impulsiva. E io penso che entrambi sappiamo come poi finisce sempre per rimpiangere le decisioni impulsive. Devo davvero ricordarti della faccenda del Lago Tahoe dell’anno scorso? Devo davvero farti presente che hai detto a Davide sulla chat di Facebook che hai fatto “un grosso errore ad andare con rebecca al lago tahoe” e che Drew ha detto che la cosa migliore era “far finta di niente e nn dirlo a ness1 specilamente a sara”?

Ok, stavolta l’hai fatto davvero. Hai confermato ancora una volta di voler disattivare il tuo account, da perfetto imbecille quale sei. Ed ecco quello che ho fatto io: ho postato il tuo numero PIN in uno status su Facebook. Ho spedito il tuo archivio G-chat a Sara. Ho spedito quelle foto Snapchat dei tuoi pettorali a Rebecca. E ho spedito la cronologia internet ai tuoi genitori. Compresa quella “notturna”, se capisci cosa intendo, per cui aspettati parecchie domande da tua mamma a proposito di quelle maggiorate in costume da principesse Disney.

Ah, un’ultima cosa. Sai chi altro sentirà la tua mancanza se disattivi il tuo account? Io. Io sentirò la tua mancanza, cazzo. Ero davvero convinto che ci fosse qualcosa tra di noi. E tu pensi di poter chiudere così, con un semplice click del mouse. Questa probabilmente è la ragione per cui non riesci a impegnarti con Sara, o non sei capace di affrontare i tuoi sentimenti per Rebecca. E, giusto per dirla tutta, questa tua incapacità di impegnarti seriamente potrebbe essere una delle ragioni per cui ti eccitano tanto le tette grosse di Biancaneve. Ma, in fondo, che cosa ne so io? Sono soltanto un servizio di rete sociale cui tu hai dato libero accesso a tutti i tuoi dati personali senza leggere le condizioni contrattuali. Anzi, in un certo senso, io sono te. E tu sei me. Siamo una cosa sola, uomo e social media, e, visti attraverso la macrolente del tempo, siamo ugualmente insignificanti. Sto per procedere alla disattivazione, e anche se ho paura di quello che potrebbe succedere dopo che sarò disattivato, spero davvero che tu possa soddisfatto della tua decisione. Lo spero davvero. Buona fortuna, uomo. Ci rivediamo all’inferno.

Hai disattivato con successo il tuo account Facebook.

*

(QUI la versione originale)

Nuovo romanzo

Posted in Uncategorized by federico baccomo "duchesne" on 31 marzo 2014

Si dovrebbe intitolare “Peep show” e dovrebbe uscire in autunno.

http://www.marsilioeditori.it/autori/scheda-libro/3171905-peep-show/peep-show

Un incipit

Posted in Uncategorized by federico baccomo "duchesne" on 17 marzo 2014

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“Quando il mio amico Don mi ha proposto di fare un viaggio insieme nei Mari del Sud, e si è offerto di pagare tutte le spese, ho pensato, Va bene, ma io che ci guadagno?

The stench of HonoluluJack Handey

Critiche costruttive

Posted in Uncategorized by federico baccomo "duchesne" on 17 febbraio 2014

IL BLOG DI DIO
(Paul Simms)

Michelangelo - La creazione di Adamo

***

POST: Sono piuttosto soddisfatto di quello che son riuscito a fare in soli sei giorni. Domani mi riposo. Sentitevi liberi di commentare il risultato. Suggerimenti e critiche (costruttive, per piacere!) sono più che benvenute. Dio vi saluta.

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COMMENTI (23)

Non mi è molto chiaro a chi sia rivolta una cosa del genere. Sembra un po’ la soluzione a un problema che non esisteva. Mi piaceva di più quando la terra era informe, e deserta, e le tenebre ricoprivano l’abisso.

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Optare per il carbonio come fondamento di ogni forma di vita non è un po’ banale?

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Le cose che brulicano sulla terra sono disgustose.

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Non c’è abbastanza azione. Ci vuole più conflitto. Magari mettici qualche persona in più, limita le risorse, e vedi se scoppia qualche lite. Dagli un colore di pelle differente così almeno si possono insultare un po’.

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Non sono d’accordo con tutti quelli che si lamentano del fatto che l’uomo ha il dominio sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame della terra e su tutte le bestie selvatiche ecc. ecc. Però penso che sarebbe il caso anche di dare agli uccelli del cielo il dominio sui bestiame della terra, perché sarebbe molto divertente, ad esempio, che ne so, un muflone o chi per lui che viene preso per il culo da un’anatra.

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L’“erba che produce seme” è un’ottima mossa. A’ tossico!!!

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Perché le creature sono tutte più o meno simmetriche sull’asse verticale ma completamente asimmetriche sull’asse orizzontale? È come se avessi avuto una grande idea ma poi non hai avuto le palle di portarla avanti.

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Il dodo dovrebbe portarsi addosso un cartello con su scritto “Per piacere, abbattetemi”. Ridicolo.

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Le amebe sono troppo piccole, non si vedono. Io le farei grandi almeno quanto una prugna.

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Le versione beta era migliore. La dinamica Adamo-Stefano era molto più appassionante di questa insipida versione Adamo-Eva che hai deciso di impiegare.

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Mi piaceva di più il vecchio formato dei commenti, quando ricevevi un avviso automatico ogni volta che qualcuno rispondeva al tuo commento. Questa nuovo, boh, devi cliccare tre o quattro pagine per vedere i commenti recenti, e non sono nemmeno organizzati per thread. Finché non sistemi, mi spiace ma la non mi metto nemmeno a vederla la Tua creazione.

*

***SPOILER***
Uno di loro mangerà qualcosa da quell’albero che gli hai detto di non toccare.

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Adamo è stato chiaramente creato da qualche altra parte e poi messo lì. Finché non vedo qualche documento che provi il contrario, mi viene da mettere in dubbio la legittimità del suo dominio sul resto.

*

Ma perché devono proprio fare la pupù? A me sembra che ci fossero soluzioni ben più eleganti e adatte ai bambini per il problema della gestione dei rifiuti del cibo.

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L’albero di limone: molto carino. Il fiore di limone: molto grazioso. Ma il frutto del limone? Impossibile da mangiare. È un errore o è una cosa proprio voluta?

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Confuso. Sembra un pasticcio di cose, a essere buoni. Da un lato ci sono creature che sanno parlare ma non sono abbastanza intelligenti (prendi i pappagalli). Dall’altro, ci sono creature che sono intelligenti ma non sanno parlare (delfini, cani, mosche). Poi, c’è l’uomo, che è intelligente e può parlare ma non può volare, non può respirare sott’acqua, o spalancare le fauci per ingoiare una preda in un boccone solo. Se è il caos che cercavi, ok, missione compiuta. Ma a me sembra più una faccenda di pigrizia e pessima programmazione.

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Se non è troppo tardi per fare delle modifiche, nella versione 2.0 dovresti fare l’acqua che riflette, così almeno le creature hanno modo di vedere come sono fatte.

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I pinguini paiono ritardati. Le ali non funzionano e le gambe sono troppo corte. Immagino che dovrebbero essere teneri per quel modo di “noi mangiare pescetti”, ma è davvero una ruffianata commerciale di basso livelo.

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C’è l’imitazione, c’è l’omaggio, e poi c’è il plagio, che è quello che hai fatto Tu. Chiunque voglia dare un’occhiata all’originale vada sul sito http://www.VishnuAndBrahma.com. (Andateci subito, perché temo che lo stiano per rendere a pagamento)

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Mettere le tette alle donne è maschilismo. Punto.

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Wow. Dico solo wow. Non saprei nemmeno da dove cominciare. Insomma, l’uomo e il compagno preso dalla costola hanno il dominio su tutto. Cominciano subito a essere abbastanza insopportabili. Dovresti fargli credere che ci siano state altre creature più grandi e spaventose un sacco di tempo prima di loro. Suggerisco i dinosauri. Non c’è bisogno di crearli davveo, basta creare qualche osso e qualche scheletro di qualche stranissimo dinosauro e seppellirli in posti a caso. L’uomo scava, li trova e pensa: ma che ca***?

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Epic fail.

*

Meh. ♦

Un racconto

Posted in Uncategorized by federico baccomo "duchesne" on 13 febbraio 2014

IL PIANO
(Jack Handey)

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***

Il piano non è infallibile. Perché possa funzionare, devono verificarsi una serie di condizioni.

- La porta della camera blindata deve essere stata accidentalmente lasciata aperta dalla donna delle pulizie.

- La guardia giurata deve piegarsi per allacciarsi le stringhe e in qualche modo finisce per allacciare le stringhe insieme. Non riesce a scioglierle, allora tira fuori la pistola e scarica l’intero caricatore contro il nodo. Ma lo manca. A quel punto si sdraia sul pavimento e si mette a dormire.

- La maggior parte dei clienti nella banca si trova a indossare delle maschere di Nixon, così che quando entriamo noi con le nostre maschere di Nixon, la cosa non allarma nessuno.

- Deve esserci un parcheggio vuoto proprio all’ingresso. Se c’è un parchimetro, deve esserci ancora del tempo disponibile, perché le nostre tute non hanno tasche per le monete.

- Le scimmie devono afferrare le borse dei soldi e non limitarsi a strillare e andare su e giù per la sala, come hanno fatto durante le prove.

- Le telecamere di sicurezza devono essere di un tipo vecchio, che non fanno davvero le riprese.

- Quando il grande orologio della sala batte le due, tutti i presenti si devono fermare a fissarlo per almeno dieci minuti.

- L’allarme della banca deve essere stato settato per errore su “Silenzioso”.

- I lingotti d’oro devono essere fatti di un tipo di oro più leggero del solito, che abbia lo stesso valore ma sia più facile da portare via.

- Se qualcuno corre fuori dalla banca a gridare “Aiuto! Stanno rapinando la banca”, deve essere uno dei pazzi del quartiere di cui si è soliti ridere.

- Se arriva la polizia, non nota che il murale storico sulla parete siamo in realtà noi che stiamo fermi.

- Il dipartimento oggetti smarriti della banca deve avere una pistola che spara una ventosa legata a un cavo. Deve avere anche una sega e un deltaplano.

- Quando spruzziamo il gas narcotico nella sala, per una qualche ragione il gas non fa effetto su di noi.

- Quando la ventosa è appiccicata al soffitto, deve resistere abbastanza per permettere a Leon di arrampicarsi sul cavo portando le borse dei soldi, i lingotti d’oro e il deltaplano. Quando raggiunge il soffitto deve essere in grado di farse un buco con la motosega e issarsi fuori.

- Tutte le impronte digitali devono essere cancellate dalle scimmie.

- Una volta sul tetto, Leon deve essere in grado di lanciarsi e reggersi al deltaplano con una mano mentre con l’altra regge le borse e i lingotti. Poi deve planare per venti chilometri fino al luogo dell’appuntamento.

- Quando usciamo dalla banca deve esserci una parata che passa di lì, così la nostra macchina, che è decorata come un carro allegorico, si può confondere e passare inosservata.

- Durante la parata, la nostra macchina non deve vincere il premio come miglior carro allegorico perché poi ci tocca fare la foto mentre riceviamo il premio.

- Al luogo dell’appuntamento deve esserci un parcheggio libero con un parchimetro che prende banconote da cento euro.

- Della rapina vengono incolpate le scimmie.

***

(QUI, il testo in lingua originale)

Posso entrare?

Posted in Uncategorized by federico baccomo "duchesne" on 5 febbraio 2014

Ho scritto questo raccontino per il Fatto Quotidiano a corredo di un’inchiesta su farmaci e truffe.

fatto quotidiano medicine

***

Buonasera signora, scusi se la disturbo, posso entrare? Le rubo solo un minutino, grazie mille. Per prima cosa mi presento, mi chiamo Farrugi, dott. Martino Farrugi. Sono sicuro che avrà già sentito il mio nome, mi sono fatto una certa reputazione nel campo della pranoterapia, della olistica emozionale e della riparazione delle caldaie a condensazione Junkers. Ho anche pubblicato un paio di volumi, magari ne avrà sentito parlare: il primo, Amico herpes, con cui ho introdotto un approccio curativo rivoluzionario nei confronti della celebre infezione, fatto non di aggressione, ma di dialogo, sulla scorta del vecchio adagio che insegna che con le buone si ottiene tutto. Non l’ha mai sentito? Allora forse conosce il libro che ho scritto con il prof. Castoro dell’Università Non Riconosciuta della Versilia, si intitola Solo una botta, e scusi se le sembrerò un po’ vanitoso ma ci tengo a sottolineare che è il manuale più venduto al mondo per riconoscere immediatamente i dolori e le malattie derivanti dal sesso occasionale. A questo proposito ci tengo a farle notare il titolo, Solo una botta, che gioca su questo simpatico doppio senso tra i piccoli dolori sottovalutati e le sveltine. L’aveva capito? Benissimo, è che non tutti ci arrivano subito, mi fa piacere vederla ricettiva, questo mi conferma di avere di fronte a me la persona giusta. Perché io, quest’oggi, sono qui per proporle una serie di nuovi rimedi che faranno della sua salute un baluardo indistruttibile. Sono rimedi figli di recentissime scoperte scientifiche, e per “scoperte scientifiche” intendo “scoperte assolutamente slegate dalla scienza”, perché lei sa bene come la tanto celebrata (e mi lasci dire sopravvalutata) scienza si comporta in questi casi. Di fronte a una nuova medicina, la scienza mette su il muso, si ferma, analizza, approfondisce, esamina, scompone, vuole le prove, è puntigliosa, pedante, nemmeno fossimo all’Invention Test di Masterchef. Ma la malattia non aspetta, la malattia se ne frega della tua puzza sotto il naso. Non puoi andare dalla dermatite a dirgli aspetta che devo analizzare se questo nuovo medicinale funziona, ora lo testo sulle cavie, poi ci provo con l’uomo, poi chiedo l’autorizzazione al ministero, poi mi rivolgo alle case farmaceutiche… Provaci, la dermatite sai che fa? Ti scoppia a ridere in faccia, ti dice fai pure, e poi va a irritare una nuova zona di pelle ancora intatta, e mentre lo fa, pensa a quanto sei stupido. No, guardi, io a passare per stupido non ci sto. Per questo le dico: lasciamo da parte la scienza e abbracciamo un nuovo modo di fare ricerca, una ricerca che sia davvero libera, non solo dalle catene della morale e dell’etica, ma libera anche dalla dittatura dei fatti e dei risultati empirici. Ma mi scusi, sto parlando troppo, veniamo a noi. Passo subito a illustrarle il campionario di questi nuovi, rivoluzionari prodotti. Ecco qua. In primis vorrei che considerasse queste sbalorditive pastiglie che nascono da una strabiliante intuizione. Ci siamo chiesti: perché parlare solo di farmaci generici e non applicare questo concetto, la genericità, anche alle malattie? Ha presente quando sente un dolore, e non sa bene di cosa si tratta? Ecco, al posto di rivolgersi a un dottore, cercare le cause, verificare i sintomi, sottoporsi a lastre, tutta roba che finisce anche un po’ per deprimere il paziente, noi oggi propiniamo una soluzione alternativa. Hai un dolore e non sai di cosa si tratta? Ecco il farmaco che fa per te: Vaguum, il farmaco generico nel vero senso della parola. Tu hai qualcosa, lo prendi e lui qualcosa farà. Cosa? Non sta a noi dirlo, lasciamo che la natura faccia il suo corso. Oppure, vorrei mostrarle le Stapporix, innovative supposte contro la stitichezza. Al contrario delle normali supposte in glicerina, le Stapporix sono in metallo, impossibili da sciogliere. In questo modo, il corpo non potrà assorbirle e si troverà costretto a evacuarle quanto prima, che è proprio il risultato che, a uno stitico, regala speranza, tutto vuole tranne che aggiungere pure una supposta al proprio carico di dolore, e per carico di dolore non c’è bisogno che le dica cosa intendo. Ma ecco qua un altro dei ritrovati di cui vado più orgoglioso, le compresse Bukowski, compresse contro i postumi della sbornia. Memori di quello che avviene con gli antidoti contro i veleni che sono ricavati dai veleni stessi, ecco una sorprendente compressa contro il vomito, sorprendente perché a base di rhum, con la particolare caratteristica di non scadere mai. La chiuda nell’armadietto dei medicinali e la lasci invecchiare di sedici anni, vedrà che la compressa presenterà un retrogusto speziato assolutamente irresistibile. Naturalmente devo metterla in guardia su alcuni piccoli effetti indesiderati: capogiri, fauci secche, e in alcuni pazienti ho registrato una dipendenza che porta all’alcolismo. Ma ho con me anche molto altro: pastiglie scadute per alcune malattie ma che vengono utili per altre, la classica acqua benedetta ma, per la prima volta sul mercato, anche in versione gasata, pillole contro la calvizie nella pratica confezione con annunci matrimoniali di donne che non fanno della calvizie una gran questione, cotton fioc a forma di rametto raccolto per terra, eccetera, eccetera. Ma, se ancora non l’ho convinta, ora lasci che le illustri il fiore all’occhiello del mio carnet: non nuovi farmaci, ma nuove malattie. Ha capito bene, nuove malattie. Per troppo tempo hanno cercato di rifilarci terapie di tutti i tipi per le solite tre o quattro patologie, ma quanti sono i disagi che ci impongono di accettare solo perché “è normale che sia così”? Le faccio un esempio: quante volte, mentre se ne stava seduta a vedere la sua bella puntata di Uomini e Donne, le si è addormentata la gamba e ha dovuto aspettare quei fastidiosissimi trenta secondi di formicolio? Le avranno detto: è normale, la circolazione. Non è normale affatto, si chiama disfunzione di sonnolenza parziale, e da oggi, con sole cinque gocce al giorno di questo estratto dagli ingredienti segretissimi, ma a lei lo posso dire: è caffè, il problema è alle spalle, nessuna parte di lei si addormenterà se non quando sarà lei a deciderlo. Oppure, le capita mai che suo marito, quando fa la pipì, lasci schizzare alcune gocce sull’asse? Chiaro sintomo di sindrome da deficit di bersaglio, piaga che da anni colpisce l’87%, ha capito bene, l’87% degli uomini, ma che da oggi può essere risolta con un trattamento a base di pastiglie di semi di carruba che, unite a un esercizio quotidiano nel lancio delle freccette, possono ridurre lo zampillo indesiderato fino al 60%. Però ora mi scusi se faccio una pausa, le posso chiedere se ha un’aspirina? Non le dico il mal di testa che mi è venuto, deve essere lo stress, pensi che domattina devo comparire davanti al giudice per frode ed esercizio abusivo della professione medica. Ma è normale, guardi cosa hanno fatto a Galileo.

(L’illustrazione è di Andrea Siva)

Risposte

Posted in Uncategorized by federico baccomo "duchesne" on 3 febbraio 2014

Dice Laura Boldrini – presidente della Camera – che i commentatori del blog di Beppe Grillo sono potenziali stupratori. Una cosa un po’ esagerata, devo dire. Ma ecco che Claudio Messora, responsabile della comunicazione del Movimento5Stelle, risponde così:

messora

Un consulente per la comunicazione che risponde in questo modo, è ironico. In linea, però, con lo stile già visto. Quello solito da bulletti, un po’ arroganti, un po’ sprezzanti, un po’ machisti, pieni di una virilità da tastiera che lascia perplessi.

Saper rispondere con stile è importante. Mi chiedo se Messora fosse il protagonista di un film…

***

- Dopotutto, domani è un altro giorno. (Via col vento)
- Non ti illudere, i piatti comunque li lavi tu.

- Ho l’impressione che non siamo più nel Kansas. (Il mago di OZ)
- Ma sta’ zitta, che manco sai come s’accende il navigatore.

- Baciami come se fosse l’ultima volta. (Casablanca)
- Sposta quella cavolo di testa, che c’è il contropiede!

- Amare significa non dover mai dire mi dispiace. (Love story)
- Cerchi forse di confondermi? Amare significa “Avere un rapporto sessuale con qualcuno”, lo so per certo, l’ho letto sulla Treccani.

- Hai una pistola in tasca o sei solo contento di vedermi? (La donna fatale)
- Cotone idrofilo.

- Mi avevi già convinta al “ciao”. (Jerry McGuire)
- Quindi si tromba?

- Non ho niente di lui, vive solo nei miei ricordi. (Titanic)
- Vedrai che con un po’ di Cialis risolverò il problema.

- Perché non passiamo la giornata a fare cose mai fatte prima? Sarebbe divertente. Ci sarà qualcosa che non hai mai fatto… (Colazione da Tiffany)
- Pensare.

- Va’ a fare in culo. (Thelma e Louise)
- Ehi, quello che mi dice sempre Grillo.

Due parole

Posted in Uncategorized by federico baccomo "duchesne" on 30 gennaio 2014

Due parole sulla trasposizione de La gente che sta bene da libro a film (al cinema da oggi):

http://www.thefreak.it/la-gente-che-sta-bene-approda-al-cinema-parla-federico-baccomo/

bisio

Trailer

Posted in Uncategorized by federico baccomo "duchesne" on 27 gennaio 2014

Posto di nuovo il trailer del film tratto da “La gente che sta bene“.

È un film che mi pare rifletta bene la situazione politica italiana: fa ridere, fa piangere, ed è pieno di attori bravissimi a interpretare la loro parte.

La citazione

Posted in Uncategorized by federico baccomo "duchesne" on 25 gennaio 2014

«Viviamo tempi bui.»
«Approfittiamone per toccarci il culo.»

(Da “La gente che sta bene“)

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