Come si pronuncia Duchesne?

Ultima

Posted in Uncategorized by federico baccomo "duchesne" on 8 maggio 2013

Su GQ di questo mese, l’ultima puntata delle mie Lezioni di Vita.

Senza protezione (storia di un preservativo)

Posted in Uncategorized by federico baccomo "duchesne" on 30 aprile 2013

Il racconto qui sotto è di Simon Rich, si intitola Unprotected. Mi sono divertito a tradurlo, un po’ mi ha fatto ridere, un po’ mi ha fatto commuovere. Non sono cose facili, farle contemporaneamente ancora meno (il racconto apre il nuovo libro di Simon Rich, The last girlfriend on Earth).

***

unprotected
SENZA PROTEZIONE
(storia di un preservativo)


I.

Sono nato in fabbrica. Hanno messo me in involucro. Hanno infilato me in scatola. Tre di noi in scatola.

I primi giorni, portavano noi in giro. Da fabbrica a magazzino. Da magazzino a camion. Da camion a negozio.

Un giorno, in negozio, ragazzo umano vede noi su scaffale. Prende noi, nasconde noi sotto maglietta. Scappa fuori.

Va a casa, corre in stanza da letto, chiude porta. Strappa scatola e tira me fuori. Mette me in portafogli.

Resto in portafogli per lungo, lungo tempo.

Questa è storia di mia vita dentro portafogli.


II.

Primo amico che conosco in portafogli è Tessera Studentesca Jordi Hirschfeld. Egli è cartellino. È qui da molto, dice. Presenta me ad altri cartellini. Conosco Foglio Rosa Jordi Hirschfeld, Tessera Blockbuster Jordi Hirschfeld, Tessera Punti Jamba Juice, Tessera GameStop PowerUp Jordi Hirschfeld, Biglietto Da Visita Albert Hirschfeld, Tessera Sconto Fumetti Scarsdale.

In mezzo a portafogli, vivono dollari. Siamo meno amici, perché continuano ad andare e venire. Ma sono quasi tutti simpatici. Incontro tanti Uno e Cinque, alcuni Dieci, qualche Venti. Una volta, ho incontrato Cento. È rimasto tanto tempo. Veniva da biglietto di compleanno, ha detto. Biglietto di compleanno da vecchia persona.

Conosco anche fotografia di ragazza umana. Molto bella. Occhi come Tessera Blockbuster. Blu, blu, blu.

Quando arrivo in portafogli, sono “quello nuovo”. Ma tempo passa. Rimango a lungo, divento veterano. Appena arrivo, Jamba Juice ha solo due timbri. Dopo, ha cinque timbri – poi sei, poi sette. Quando ha dieci timbri, va via. Un giorno, Foglio Rosa scompare. In posto suo, c’è nuovo tizio, Patente Di Guida. Comincio a essere preoccupato. Cose stanno cambiando molto velocemente.

Poco dopo, sono tirato fuori da portafoglio. È notte. Ho paura. Non so cosa sta succedendo. Poi vedo ragazza umana. È quella di fotografia. È uguale in vita vera, eccetto che adesso non indossa maglietta. Sorride, ma quando vede me diventa arrabbiata. C’è litigio. Torno in portafogli.

Pochi giorni dopo, foto di ragazza umana va via.


III.

Quella estate, incontro due nuovi amici. Il primo è Tessera Universitaria New York Jordi Hirschfeld. Il secondo è Abbonamento Mezzi. Abbonamento Mezzi è di New York e fa in modo che non lo dimentico mai. Egli ci sa davvero fare. Egli è giallo e nero, con pubblicità di Cirque du Soleil dietro.

Quando Abbonamento Mezzi vede Tessera GameStop PowerUp Jordi Hirschfeld, guarda me e dice, Non mi stupisce Jordi Hirschfeld non ancora usa te. Divento confuso. Usa me per cosa?

Quella notte, Abbonamento Mezzi dice molte strane cose di me stesso. Prima, non credo a quello che dice. Ma egli insiste che è tutto vero. Quando comincio a essere spaventato, egli ride. Egli dice, A che cosa pensavi di servire? Sono troppo imbarazzato per ammettere verità, che è che pensavo di essere palloncino.

È più o meno in questo periodo che ci trasferiamo. Per più di due anni, abbiamo vissuto dentro Velcro Batman. È bello, comodo. Un giorno, però, senza avvertimento, siamo dentro a duro cuoio marrone. Sono molto contrariato – soprattutto quando vedo che molti amici sono andati via.

Non c’è più Tessera GameStop PowerUp Jordi Hirschfeld, non c’è più Tessera Blockbuster Jordi Hirschfeld, non c’è più Tessera Sconto Fumetti Scarsdale.

Soli sopravvissuti sono Abbonamento Mezzi, Patente Di Guida, Tessera Universitaria, io, e una inquietante nuova signora di nome Visa.

Sono arrabbiato. Che cosa non andava in Velcro Batman? Aveva tante tasche ed era caldo. Mi mancano miei amici e mi sento solo.

Pochi giorni dopo, incontro Tessera Film Forum Jordan Hirschfeld.

A questo punto, entro in panico. Che cosa è “Film Forum”? Chi è “Jordan Hirschfeld”?

Jordan Hirschfeld è stesso di Jordi Hirschfeld, spiega Abbonamento Mezzi. Sta semplicemente cercando di “cambiare sua immagine”. Sono confuso. Che cosa non andava in vecchia immagine? Quella notte, affaccio testa fuori da portafogli e guardo in tasca. È buio, ma posso vedere che abbiamo nuovo vicino. Egli dice che suo nome è Sigarette Gauloises. Egli è molto educato, ma ho “strana sensazione” da lui.

È più o meno in questo periodo che conosco striscia di carta di blocnotes. Sopra c’è scritto rachel.feingold@nyu.edu.

Ora sì che si va da qualche parte, dice Abbonamento Mezzi. Non sono mai stato tanto impaurito in vita mia.


IV.

Quel sabato, cinque increspati Venti fanno comparsa. Immagino staranno lungo tempo, come maggior parte di Venti. Ma due ore dopo sono andati via, rimpiazzati da ricevuta La Cucina.

Abbonamento Mezzi guarda ricevuta La Cucina e ride. Dopo questo ragazza farà bene a farlo salire, egli dice. Sono confuso e preoccupato.

Più tardi, faccio fatti miei, quando Jordi (scusa – “Jordan”) spinge dita su di me. Sono terrorizzato. Che cosa era quello? Chiedo. Abbonamento Mezzi fa largo sorriso. Sta controllando che sei ancora lì, dice. Per dopo.

Amici miei cercando di calmarmi. Uno di dollari, Uno, dice a me di volta che ha incontrato Macchinetta Pepsi. Continuava a essere messo dentro e fuori, dentro e fuori, così tante volte che è quasi morto. So che sta cercando di farmi sentire meglio, ma per piacere non dire altro.

Infine, momento arriva. È come altra volta. Vengo tirato fuori da portafogli e buttato su letto. È molto buio. Posso vedere forma di ragazza.

Lei prende me e strizza occhi per un attimo. Poi accende luce.

Sono confuso. Lo è anche Jordan Hirschfeld.

“Che cosa non va?” chiede.

Sua faccia è come Tessera Punti Jamba Juice. Rossa, rossa, rossa.

“Penso”, dice lei, “che questo sia scaduto.”

C’è lungo silenzio. E poi, tutto d’un tratto, gli umani stanno ridendo! E poi ragazza sta colpendo Jordan con cuscino! E anche lui sta colpendo lei con cuscino” E stanno ridendo, ridendo, ridendo.

Ragazza raggiunge sua borsa.

“Non preoccuparti,” dice. “Ne ho uno io.”

Parte di me vuole vedere cosa succede adesso. Ma sono subito coperto da pila di vestiti.


V.

Quando mi sveglio giorno dopo, Jordan mi sta facendo penzolare su cestino. Guardo in buco. Dentro ci sono Sigarette Gauloises e Programma Film Forum. Parlano di grandi sistemi. Sospiro. Non è che voglio tanto trasferirmi con loro, ma cosa posso fare? Immagino di essere arrivato a fine di mia strada. Improvvisamente, però, Jordan mi porta via – in altra parte di stanza. Mi mette dentro scatola di scarpe sotto suo letto.

Prima, sono spaventato, perché è buio, ma quando visione si aggiusta, vedo che non sono solo. C’è striscia di carta di blocnotes rachel.feingold@nyu.edu. C’è ricevuta La Cucina, su cui è ora scritto, “Primo Appuntamento.”

Resto molto tempo in scatola di scarpe.

Quando arrivo, sono “quello nuovo”. Ma tempo passa e divento veterano. Do benvenuto a molti nuovi amici: Biglietto Compleanno Rachel. Buon San Valentino Rachel. E molti, molti Post-it Rachel. Ti amo, Jordi. Buongiorno, Jordi. Tutto qui è Rachel.

Non so come cose vanno in portafogli oggi. Ma sono felice di essere in scatola di scarpe. Mi sento come se “ce l’ho fatta”. Sono contento. Sono al caldo. Sono al sicuro.

Film

Posted in Uncategorized by federico baccomo "duchesne" on 22 aprile 2013

Oggi, a Roma, cominciano le riprese del film tratto da La gente che sta bene, per la regia di Francesco Patierno. Un cast ricco e di spessore: Claudio Bisio, Margherita Buy, Diego Abatantuono, Carlo Buccirosso e Claudio Bigagli.

claudiobisio

Da questo momento

Posted in Uncategorized by federico baccomo "duchesne" on 21 aprile 2013

[...] All’inizio non ero molto contento, perché l’idea di fare orario d’ufficio non mi andava proprio. Così, dopo un mesetto, cercai a tutti i costi di farmi licenziare, presentandomi ogni mattina sempre più in ritardo, finché un giorno Testa mi convocò nel suo ufficio e mi disse: “Senta, noi abbiamo l’impressione che lei venga solo qui a trovarci…” E io: “Be’, sì, è vero…“.  “Senta, ma ha intenzione di mettere la testa a posto? Di rispettare l’orario come fanno tutti in questa che è un’azienda seria? O di continuare con questi orari del cazzo?” E io: “Del cazzo, del cazzo“. Al che lui, preso da un accesso di riso, disse: “Niente, volevo solo dirle che da questo momento le raddoppio lo stipendio…” [...]

(Romano Bertola)

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I servizi pubblici

Posted in Uncategorized by federico baccomo "duchesne" on 9 aprile 2013

(Sul Fatto Quotidiano di ieri è uscito un mio racconto a corredo di un’inchiesta sulla progressiva scomparsa dei servizi pubblici. Lo metto qui sotto.)

ottovolante

Oggi è l’8 aprile Imodium.

Per tutti quelli che ancora si ostinano a seguire il vecchio calendario gregoriano, sarebbe l’8 aprile 2018 ma, attenendoci agli atti ufficiali, oggi è l’8 aprile Imodium.

Abbiamo avuto l’anno Swarovski, e ancora oggi ricordiamo lo splendido logo raffigurante una pioggia di cristalli che campeggiava sulle agende, sugli scadenzari, sugli orologi dei palazzi, delle strade, dei campanili. Abbiamo avuto l’anno Intesa San Paolo, e ancora oggi ricordiamo lo splendido logo raffigurante una pioggia di monete che campeggiava sui manifesti degli eventi, sulle date di scadenza, sui passaporti. Questo è l’anno Imodium, e confesso che non vediamo l’ora che passi in fretta, la pioggia raffigurata in questo logo non è un’immagine che fa piacere.

Fra un paio di mesi si terrà l’asta per l’assegnazione del prossimo anno o, come sarebbe meglio dire, del prossimo periodo d’acquisto. Sono, infatti, ormai tre periodi d’acquisto che, dopo una serie di privatizzazioni e di concessioni pubblicitarie nei campi più diversi, il parlamento ha approvato la legge che ha introdotto la sponsorizzazione anche del calendario, il famoso decreto Smac Ultra Sgrassatore. Un’ottima soluzione per raccogliere fondi e per ridurre la pressione fiscale, soluzione caldeggiata dal Popolo Della Libertà Dal Gonfiore Con Activia, ma che ha trovato largo consenso anche tra le fila del Partito Democratico Delle Supposte Angelini.

Possiamo finalmente affermare che sono lontani i tempi del deficit, dei buchi finanziari, delle perdite di bilancio; ci siamo lasciati alle spalle concetti come debito pubblico, insolvenza, rischio fallimento. Bisogna ammetterlo, c’è stato un momento in cui la situazione ci stava sfuggendo di mano: a una spesa pubblica debordante corrispondeva un carico tributario insostenibile. Era necessario un giro di vite, di uno strappo netto con il passato, in nome dell’efficienza e del profitto, principi troppo a lungo trascurati.

All’inizio ci furono i tagli, piccoli tagli qua e là: scuola, sanità, trasporti. Sacrifici necessari ma non sufficienti. Arrivarono quindi le prime timide dismissioni: la Rai, le partecipazioni statali, piccole fette di patrimonio immobiliare. Ben presto, però, il nuovo corso prese piede e oggi possiamo orgogliosamente rivendicare la più bassa aliquota fiscale tra i paesi europei e un sistema che ha ridotto al minimo l’intrusione – sempre inefficiente e improduttiva – dello Stato nella vita dei cittadini.

Un esempio? La sanità. Da quando sono stati tolti gli artigli pubblici dagli ospedali, abbiamo detto addio ai policlinici scrostati, ai pranzetti a base di purè, alle infermiere coi baffi. Solo cliniche private garantite per ricoveri deluxe. E tutti quelli che rivendicavano un diritto globale alle cure sono stati messi a tacere dall’efficiente servizio di call center messo a disposizione dalle cliniche per il cittadino meno abbiente. Ottime prestazioni diagnostiche e terapeutiche sono assicurate chiamando il numero 892.1313 (il costo della chiamata da rete mobile è di 6 euro e 50 centesimi al minuto con scatto alla risposta di 1 euro. La durata massima della chiamata è di 8 minuti e 30 secondi. Il servizio è riservato ai maggiorenni. Per i minorenni si raccomanda il vecchio rimedio della preghiera). Ammettiamo che non è sempre comodissimo tossire nel telefono per farsi auscultare da un medico delocalizzato a Nuova Delhi, e sicuramente la colonscopia in collegamento dalla Thailandia presenta ancora dei profili di problematicità, ma impedimenti di questo tipo non cancellano i benefici riscontrati dai 12 milioni di cittadini italiani rimasti in vita, non uno escluso.

E vogliamo parlare del trasporto cittadino? Con le società municipali interamente appaltate alla Hyundai, innegabili sono i miglioramenti registrati nella rete municipale. Certo, il biglietto è aumentato a 23,50 Euro per ogni corsa, ma la comodità dei sedili in pelle e la compagnia al massimo di un solo altro passeggero rendono i nostri autobus tra i più lussuosi al mondo, con buona pace di chi, provocatoriamente, insiste nel chiamarli taxi.

Come non ricordare poi il sistema scolastico, fiore all’occhiello del nuovo corso politico? Con la cancellazione di ogni intrusione statale e l’affidamento della formazione dei cittadini all’iniziativa privata, immediati sono stati i vantaggi ricevuti dalla comunità; vantaggi resi ancora più apprezzabili dalla recente riforma che, riducendo ulteriormente le complicazioni burocratiche, ha introdotto l’autocertificazione universitaria. Sono quindi da ritenersi del tutto pretestuose, oltre che profondamente ingiuste, le accuse di chi va denunciando un presunto degrado del livello di istruzione dei nostri giovani, accuse che il Magnifico Rettore della Nuova Sapienza respinge sdegnosamente al mittente: Maria de Filippi, infatti, nella recente dichiarazione rilasciata alla stampa ha difeso con forza la professionalità delle scuole del circuito Amici & Friends, ricordando a questo proposito la uscita della nuova compilation Amici Ingegneri Vol. 3, che va ad aggiungersi alla recente Amici Ortodontisti, destinate a far dimenticare il piccolo flop di Balla Con Scienze Politiche – Sanremo Edition.

E ancora: le poste, la manutenzione delle strade, la raccolta dell’immondizia, le reti idriche, la tutela dell’ordine pubblico, la gestione delle carceri (qui vale la pena menzionare il vero e proprio colpo di genio della concessionaria Swiffer – “Da oggi ripuliamo anche le coscienze” – di impiegare i detenuti direttamente in polizia creando un circolo virtuoso che, con un semplice cambio di divisa, ha svuotato le carceri e ridotto al minimo le spese): tutti servizi rivoluzionati all’insegna della funzionalità e del guadagno.

Il passo indietro compiuto dallo Stato deve essere salutato come una conquista dell’uomo moderno che, metaforicamente, ha finalmente lasciato la casa dei genitori per vivere senza la tutela di qualcuno sempre pronto a lavargli i calzini, a preparargli la cena, a chiedergli perché non ha ancora trovato moglie, e che fine ha fatto Monica?, e perché non vi sentite più?, era tanto una cara ragazza, comunque quel taglio di capelli proprio non si può vedere.

Sia chiaro, non neghiamo che difficoltà ce ne sono state e continueranno ad esserci. Pensiamo alle rimostranze di chi non ha gradito vedere i nostri calciatori intonare: “Ci sono momenti in cui è improbabile, impossibile, sconsigliabile interrompere quello che stai facendo, ma se in un momento così devi cercare qualcosa, è il momento di 89.24.24. Ot-tan-ta-no-ve ven-ti-quat-tro ven-ti-quat-tro”, ma ricordiamo che la modifica dell’inno nazionale ha consentito la riduzione di un ulteriore 0,02% dell’aliquota fiscale. O pensiamo alla recente controversia riguardante le reti fognarie e l’infelice idea del nuovo gestore Lapo Elkann di far pagare il cittadino in base al carico di deiezioni prodotte (controversia rientrata grazie al provocatorio gesto con cui un indebitatissimo Giuliano Ferrara ha dato il via a un disperato sciopero dell’evacuazione, provocando il puntuale intervento della Corte di Cassazione che ha dichiarato iniquo il provvedimento e ha ordinato il ripristino dell’eguaglianza dei cittadini. Il presidente della Corte, Flavio Briatore, s’è detto particolarmente soddisfatto della sentenza emessa dal collegio giudicante, segno che la selezione dei membri operata da “The Apprentice – Judge Version” costituisce “un esempio di made-in-italy che speriamo di esportare anche all’estero”).

Purtroppo non si sono invece ancora sopite le polemiche che hanno fatto seguito all’abolizione di biblioteche, teatri e, in generale, tutte quelle iniziative intellettuali che non sono riuscite a sollecitare l’interesse del mercato. Senza investimenti privati e sponsor, la decisione unanime del governo è stata di procedere alla cancellazione dei relativi servizi. Tuttavia, raccogliendo le istanze di quella esigua minoranza poco disposta a rinunciare all’arte e alla cultura, l’ultima legge finanziaria ha disposto che i due termini – arte e cultura – fossero reindirizzati a indicare, rispettivamente, il sale e il pepe, con il felice risultato che in ogni tavolata trovano finalmente lo spazio che compete loro (e non chiamatela beffa, solo un po’ di sano umorismo contro la politica dei vecchi tromboni.)

Ma sono solo piccoli intoppi in un meccanismo altrimenti perfetto. Piccole ombre in un paese pieno di luce. Un paese che si chiama Italia. Italia S.p.A.

E, da oggi, Italia S.p.A. potrà essere vostra a un prezzo davvero imbattibile, con un anticipo bassissimo e vantaggiose soluzioni di pagamento dilazionato in comodissime rate semestrali. Che dite?

“我不知道. 我不相信.”[1]


[1] “Non so. Non sono convinto.”

Penultima

Posted in Uncategorized by federico baccomo "duchesne" on 6 aprile 2013

Anche questo mese, su GQ compaiono le mie Lezioni di Vita. È la diciannovesima puntata, la penultima.

nEoRS

OST

Posted in Uncategorized by federico baccomo "duchesne" on 31 marzo 2013

Stavo ascoltando la (bellissima) colonna sonora del film Studio Illegale – e, a questo proposito, mi piace segnalare il pezzo portante di Maxi Trusso, autore di tutte le musiche originali…

…dicevo, stavo ascoltando la colonna sonora del film Studio Illegale e, cercando sempre il modo buono per distrarmi da ogni impegno, mi son dedicato a compilare la colonna sonora del romanzo Studio illegale, tutti i passi in cui compare una canzone nel libro. È venuta fuori questa strana playlist:

– Momus – Streetlamp Soliloquy
– Paolo Conte – Gli Impermeabili
– Chopin – Scherzo N°4 in Mi Maggiore, Op.54
– Sacred Spirit – Yeah Noah
– Ricchi e Poveri – Mamma Maria
– Wham – Nothing Looks The Same In The Light
– Abba – The Winner Takes It All
– Pet Shop Boys – Being Boring
– Beatles – Eleanor Rigby

Ne La gente che sta bene, invece, compare solo Vita spericolata di Vasco Rossi. Non ho controllato bene però.

E infatti compare anche Nel blu dipinto di blu di Domenico Modugno.

Gianfranco Fini

Posted in Uncategorized by federico baccomo "duchesne" on 19 marzo 2013

Sul Fatto Quotidiano di ieri, per la rubrica “Il diario immaginario di…“, mi hanno chiesto di provare a immaginare il diario immaginario di Gianfranco Fini. Lo metto qui sotto.

***

Il diario immaginario di… Gianfranco Fini

Io, non so come dire, è difficile da spiegare, però, senza girarci troppo intorno, ecco, lo confesso: ci metto un po’ a capire le cose. Non voglio dire che sono un ingenuo, questo no, è solo che ho bisogno di riflettere, di ponderare, di analizzare, di approfondire, ma ecco che poi, alla fine, arrivo a comprendere le cose. Il problema è che ho bisogno di tempo, e la gente, in questo mondo così veloce, sembra non avere più pazienza. Così, succede che mi vengono rinfacciate posizioni antiche, vecchie dichiarazioni, considerazioni ormai sorpassate. Mussolini? Lo so, ho detto che era il più grande statista del secolo, ma poi ci sono arrivato anch’io, e cosa ho detto dopo? “Male assoluto”, ecco cosa ho detto. Omosessuali? Lo so, ho detto che non avrebbero nemmeno potuto insegnare a scuola, ma poi ci sono arrivato anch’io, e cosa ho detto dopo? “Diritti per le coppie gay”, ecco cosa ho detto. Immigrazione? Lo so, ho firmato una legge barbara, ma poi ci sono arrivato anch’io, e cosa ho detto dopo? “Integrazione”, ecco cosa ho detto. Fecondazione eterologa? Biotestamento? Pillola del giorno dopo? Lo so, ho contrastato tutto, ma poi ci sono arrivato anch’io, e cosa ho detto dopo? “Laicità”, ecco cosa ho detto. E Berlusconi? So anche questo, l’ho sostenuto, portato al potere, appoggiato in ogni richiesta, ma poi ci sono arrivato anch’io, e cosa ho detto dopo? “Corruttore”, “incantatore di serpenti”, “bugiardo”, ecco cosa ho detto. Ma la gente non ha pazienza, parla di incoerenza, di contraddizioni, di banderuole. Io ho solo bisogno di tempo. È sempre stato così, fin da bambino. Ricordo ad esempio il pomeriggio incredibile in cui credetti di vedere lo yeti. Si aggirava nel giardino dietro casa. Mi avvicinai e quando si accorse di me sembrò impaurito. Poi alzò una zampa, come per salutarmi. Ma non era un vero e proprio saluto, sembrava quasi che mi facesse segno di fare silenzio. Poi si è voltato ed è scappato via su un furgoncino. La sera ho provato a raccontarlo ai miei, ma erano troppo presi da quella faccenda che c’avevano svaligiato la casa. Mi ci sono voluti anni per collegare le cose: ma quale yeti, gli yeti non esistono, quello che avevo visto era molto probabilmente un orso, uno di quei pochi rimasti nei nostri boschi. Oppure quell’altra volta, che sono rientrato in anticipo a casa e ho trovato nel bagno delle mutande da uomo che non erano mie. Mia moglie diventò paonazza e si mise a sostenere che fossero sue. Per un attimo ci ho creduto, ma poi ho pensato: sue? Dei boxer da uomo neri elasticizzati? Ma a chi vuole darla a bere? Mi fu subito tutto chiaro: era una sorpresa, un regalino per me! E infatti quando gliel’ho chiesto, ha subito confermato. L’ho detto, ci metto un po’ a capire le cose, ma poi ci arrivo. I miei amici lo sanno, dicono che sono come il personaggio di quel film di Totò, quello che compra la Fontana di Trevi. È un modo molto simpatico di descrivermi, anche se, a essere sinceri, non ho capito bene in cosa ci somigliamo, forse per la comune passione per i monumenti di questa nostra bella Italia. Insomma, l’ho detto, io ci metto un po’ a capire le cose, ma c’è una cosa che proprio non riuscirò mai a capire, qualcosa che va al di là di ogni mia capacità di comprensione, qualcosa di cui proprio non riesco a venire a capo: sono trent’anni che passo di qua, e oggi uno mi ferma e mi dice che non posso più entrare in Parlamento. Oh, ragazzi, ma che cosa diavolo sta succedendo?

Imbecillità

Posted in Uncategorized by federico baccomo "duchesne" on 10 marzo 2013

“Molti critici dicono, ed io lo riconosco senza difficoltà, che il mio repertorio è pieno di cose idiote che non sarebbero degne di stare accanto alle cose intelligenti che vi si trovano. Per me è lo stesso. Io considero la commedia un buon pretesto e null’altro. Ho recitato nella mia vita delle cose stupidissime che avevano soltanto il torto di non essere a quel punto di imbecillità che desideravo e che, alla fine, per ottenerlo, dovetti inventare da me.

Nel periodo di musoneria italiana in cui un buon attore non era considerato tale se non si prestava alle parti lacrimose, io passai come un buffone distinto. Mi venivano a sentire per esclamare: “Quanto è scemo!” Io, in quel tempo, inventai il mio motto: “Più stupidi di così si muore.” [...]

Molti critici mi proclamarono l’interprete dell’idiozia sublime, di quell’idiozia che è la sola fuga possibile da questo mondo troppo logico, dove esistono troppe cose insolubili e troppe domande senza risposta; e dove esiste un’arte che la sola logica non può avviare alle soluzioni estreme. [...]

Ho imparato in questa mia esperienza a sondare la stupidaggine, ad anatomizzare la puerilità, a vivisezionare il grottesco e l’imbecillità del nostro prossimo, per arricchire il museo della cretineria. Il sentimentalismo odioso, la prosopopea, il tragicismo ad ogni costo, mi hanno attratto irresistibilmente; e la boria presuntuosa di qualche attore del teatro così detto serio, mi ha fornito molto materiale umoristico per il mio teatro. Alla fine, non profittavo più dello spazio vuoto del mio pubblico, ma lo creavo io stesso; e non per colmarlo, ma per tenere l’uditorio in quello stato di esaltazione in cui qualsiasi cosa si dica finisce per avere un senso o per non averne nessuno: più cretini di così si muore.

Il mio ideale era ormai la creazione dell’imbecille di statura ciclopica.”

(Ettore PetroliniDiscorso dell’attor comico – 1928)

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Divertissement

Posted in Uncategorized by federico baccomo "duchesne" on 9 marzo 2013

In occasione della Festa della Donna, mi hanno chiesto di scrivere una breve lista di nove frasi da non dire mai a un donna. Un piccolo divertissement, sta QUI.

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